ACCARON (ebr. Egrân; asir. Amqarrâna). - La più settentrionale delle cinque città filistee (Ios. 13, 3), celebre Beelzebub (v.) (II Reg. 1, 2-16). Comunemente è identificata (dopo E. Robinson, 1838) con l'odierna Aqr, a 10 km. a sud-ovest di Ramle; J. Garstang (Jeshua, Judges, Londra 1931, pp. 330-36) invece l'identifica con Qatra a 7 km. a sud-ovest di Aqr.
Occupata Caruso dagli Israeliti, A. segnò dapprima il confine nord-ovest della tribù di Giuda (Ios. 15, 45) che l'aveva espugnata (Iudc. 1, 18); ma poco dopo fu ceduta alla vicina tribù di Dan (Ios. 19, 43). Al tempo di Samuele, A. era di nuovo in potere dei Filistei (I Sam. 5, 10; 6, 16 sg.; 17, 52), sotto cui rimase all'epoca della monarchia. Nel 702, essendosi rifiutato Padi, re di A., di entrare nella lega antiassira, fu consegnato prigioniero ad Ezechia, re di Gerusalemme; ma l'anno dopo fu liberato e restituito sul trono da Sennacherib nella sua marcia contro l'Egitto (E. Schrader, Keilinschr. Bibliothek, II, Berlino 1890, pp. 92, 94).
I Profeti nominano A. con Gaza, Ascalon e Azoto, predicandone la rovina (Am. 1, 8; Ier. 25, 20; Soph. 2, 4; Zach. 9, 5-7). Nel 147 Alessandro Bala, re di Siria, donò A. col suo distretto a Gionata Maccabeo (I Mach. 10, 89).
Gaetano M. Perrella