ACCLAMAZIONE (lat. ad-clamatio, gr. ἐπι-ζώνησις). - È il clamore che parte da una moltitudine commossa (il gridare e il cantare è proprio dell'animo in stato di commozione, che ha bisogno di sprigionare il suo interno sentimento) in segno di venerazione, di lode, di augurio, di consenso, di esortazione.
1. NELLE RELIGIONI NON CRISTIANE
Perciò l'a. si trova in tutte le religioni, in quanto è una approvazione dell'azione divina ed anche un invito alla medesima perché continui la sua opera protettrice.L'a. è ampiamente documentata in testi e lapidi dell'epoca ellenistica ed è derivata al mondo classico dall'oriente specialmente egizio. Era diretta agli imperatori (ed è rimasta nel cerimoniale bizantino) con significato sacromagico di buon augurio; cf. per Nerone, Svetonio, Nero 20, 3; per Alessandro Severo, Hist. Aug., Vita Alex. Sev., 56; per Commodo, Dione Cassio, LXXII, 20 e per vari imperatori la menzione negli Atti superstiti dei Fratelli Arvali. Detta a. poteva essere anche esecratoria come quella del Senato in morte di Domiziano (Svetonio, Dom., 23) e di Commodo (Hist. Aug., Vita Comm., 18).

aspetto può essere peccato ora mortale ora veniale, secondo che per esso venga violato il precetto di una azione gravemente o leggermente obbligatoria; sotto il secondo aspetto, se è volontario, è sempre peccato mor