ACTION POPULAIRE. - Impresa editoriale fondata a Reims (1903) dal gesuita Enrico Leroy allo scopo di pubblicare e diffondere opuscoli brevi e a buon mercato, destinati a far conoscere, con la collaborazione di competenti, il pensiero e l’attività dei cattolici, specie sul terreno sociale.
L’iniziativa ebbe rapido sviluppo; e la serie degli Opuscoli gialli, prima mensile, poi trimensile, contava dopo dieci anni migliaia di numeri (Studi generali, Opere sociali, Famiglia, Professione, Opere straniere). Si aggiunsero le Guides sociaux (1904), con repertori bibliografici, seguite nel 1911 da un annuario che assurse ad importanza intenzionale: Année sociale internationale (uscito solo per 4 anni), poi gli opuscoli di azione religiosa. Le esigenze della lotta religiosa, sempre più violenta, facilitarono una larga produzione editoriale: foglietti popolari, tirati a milioni di copie, la Revue de l’A. P., l’Almanach, e la rivista Le Mouvement social (1909), trasformazione dell’Association catholique (v.).
Tanta attività, rafforzata da intensa propaganda del clero e dei professionisti, suscitò la reazione del governo massonico (ministero Caillaux-Malvy), che effettuò perquisizioni (1912) col pretesto che l’A. P. fosse diretta dai Gesuiti. Successero contrasti aspiri da parte dei cattolici che si definivano «integristi». La guerra del 1914 distrusse la sede di Reims e interruppe l’attività dell’A. P. Ripresa nel 1919, essa si è esplicata con l’Istituto di studi e di azione sociale e con la rivista Dossiers de l’A. P., seguita nel 1929 dai Cahiers d’Action populaire et religieuse. Dopo la seconda guerra mondiale, che aveva necessariamente ristretta, ma non soppressa, l’attività dell’A. P., ai Dossiers furono sostituiti i Travaux de l’A. P., e ripreso i Cahiers, e la più ampia divulgazione di opuscoli di attualità.