ADALBERTO (ALDEBERTO). - Vescovo eretico franco, vissuto nel sec. VIII. Nonostante si fosse fatto ordinare da vescovi ignoranti, si vantava di fare a meno della gerarchia come dei sacramenti e di poter garantire la salvezza dei suoi fedeli per mezzo delle reliquie che un angelo gli aveva portato dai confini della terra, ma soprattutto mercé una lettera di Gesù Cristo caduta dal cielo a Gerusalemme. La sua attività era particolarmente rivolta alla campagna dove, dappertutto, faceva innalzare delle croci attorno alle quali riuniva la povera gente che galvanizzava principalmente con la preghiera da lui composta per introdurre il culto degli angeli, ai quali aveva dato nuovi nomi. La sua dottrina venne condannata nel Concilio di Neustria, tenuto a Soissons il 2 marzo 744. S. Bonifacio pronunciò contro di lui la deposizione che venne confermata nel Concilio generale franco della primavera del 745, dove si ripeté anche la condanna della dottrina. Il Concilio di Roma del 25 ott. dello stesso anno e il nuovo Concilio generale franco del 747 tornarono a condannare A. che i fanatici suoi seguaci consideravano come martire (v. s. Bonifacio, Epist. 57, 59, 60, 77). Nel Concilio di Roma del
743, insieme alla lettera attribuita da A. a Gesù Cristo e alla preghiera eretica dell’impostore, è ricordata anche un’autobiografia apologetica di lui. Nulla è però rimasto di questi tre scritti attraverso i quali fu particolarmente valutata e condannata la dottrina e l’attività di A.