ADELCHI, re dei Longobardi. - Figlio di Desiderio (v.), venne associato al governo dal padre nel 759. Dieci anni dopo, quando, per rinforzare l'alleanza con i Franchi, furono combinate le nozze della sorella Sedisferata con Carlomagno, si progettò anche un suo matrimonio con Gisella, sorella dello stesso Carlo. Ma le trattative furono interrotte dalle ostilità sorte tra i due popoli. Nel 773, A. fu inviato a capo dell'esercito longobardo contro i Franchi discesi in Italia per la Val d'Aosta e difese le Chiuse della Val di Susa. Sconfitto e messo in fuga, cercò rifugio, nel sett. di quello stesso anno, a Verona insieme con la moglie e i figli del defunto re Carlomanno. Caduta la città in mano dei Franchi, nel 774, riuscì a fuggire a Salerno e di lì a Costantinopoli dove gli venne conferito il patriziato dall'imperatore Costantino IV Copronimo. Nel 787, forte anche dell'aiuto dei soldati bizantini dell'Italia meridionale, tentò di sbarcare in Calabria, ma, dopo una sanguinosa battaglia, venne respinto da Giromodo duca di Benevento e dai Franchi. Non si sa se sia morto combattendo, se sia stato fatto prigioniero dei Franchi o se sia riuscito a tornare a Costantinopoli.
ADELCHI, RE DEI LONGOBARDI
BIBL.: L.M. Hartmann, Geschichte Italiens in Mittelalter, II, II, Gotha 1903; A. Barbiellini-Amidei, Una nuova pagina della storia d'Italia, ossia la vera fine dell'ultima dinastia longobarda e l'origine del potere temporale dei Papi, Città di Castello 1904; A. Aberg, Gothen und Langobarden in Italien, Upsala 1923; P. Villari, Le invasioni barbariche in Italia, 4a ed., Milano 1928; G. Romano e A. Solmi, Le dominazioni barbariche in Italia (1935-1880), Milano 1940; O. Bertolini, Roma di fronte a Bisanzio e ai Longobardi, Bologna 1941.