ADEODATO II (o I), PAPA. - Romano, ebbe la tiara nel 672, m. nel 676. Figlio di Gioviniano, successe a S. Vitaliano. Eletto, forse, poco dopo la morte di lui (27 genn. 672), dovette attendere per oltre due mesi la conferma imperiale prima d'essere consacrato (11 apr. 672).
Resse la Chiesa quattro anni, due mesi e cinque giorni. Il Liber Pontificalis narra poche cose di lui e non tutte esatte e piuttosto generiche. Aumentò le elargizioni che i papi solevano fare. Era stato monaco nel monastero benedettino di S. Erasmo sul Celio: si comprende quindi perché, divenuto papa, l'abbia ingrandito, abbellito e arricchito. Restaurò inoltre la chiesa di S. Pietro al Campo di Merlo sulla via Portuense, tra Ponte Galera e la Magliana: ne furono trovate le rovine negli scavi del 1858. Gli sono attribuiti due documenti: una lettera ad Adriano abate dei SS. Pietro e Paolo di Canterbury per confermare l'esenzione di quel monastero, ed una lettera ai vescovi delle Gallie per notificare loro i privilegi concessi al monastero di S. Martino di Tours. L'autenticità di quest'ultima fu messa in dubbio, ma sull'autorità del Mabillon (De re diplomatica, I, 3a ed., Napoli 1789, cap. 3, § 9) si può accettare. È il primo Papa che data la corrispondenza dall'anno del suo pontificato. Qualche martiologio ne segna il nome al 26 giugno: tuttavia i Boldanisti provano che egli non ebbe mai culto nella Chiesa.