ADESTE, FIDELES

«ADESTE, FIDELES». - Delizioso canto rimasto, in cui si narra la visita dei pastori al neonato Salvatore e si invitano i fedeli ad accorrere a Betlemme per adorare il Verbo fatto carne sotto le sembianze di un bimbo. Si canta nel tempo di Natale. È di origine irlandese, del sec. XVII, attribuito, senza fondamento alcuno, a S. Bonaventura. Qualche tratto parrebbe tolto da un graduale cistercense più antico (sec. XV o XVI); e la melodia da un canto marinaro portoghese. L'abate de Borderies, esiliato in Inghilterra durante la Rivoluzione francese, ne riportò in Francia la 1a strofa e compose le altre tre: En grege relicto, Aeterni parentis, e Pro nobis egenum. Tornato in Francia ed eletto vescovo di Versailles, introdusse il canto nel vesperale della sua diocesi, donde si diffuse in tutta la Francia e in molte altre nazioni.

BIBL.: J. Julian, s. V. in Dictionary of Hymnology, 2a ed., Londra 1907; A. Molien, La Prière de l'Eglise, II, Parigi 1924, p. 151. Celestino Testore

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(da Serafini, Monste e Iisile Pontifcits)
Adeopato I - Sigillo di A. I.