Enciclopedia Cattolica vol. I, 1948 Liturgia Inni e sequenze

ADORO TE DEVOTE

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ADORO TE DEVOTE. - Ritmo detto di s. Tommaso d'Aquino, proposto dal Messale romano come preghiera dopo la Messa.

L'A. si compone di sette strofe, ciascuna di quattro versi, rimati due a due, in versi senari trocci catiulietici o tronchi, composti secondo l'accento. Il primo verso soltanto ha una sillaba d'avviamento o anacristi, che lo potrebbe far scambiare con un trimetro giambico: Adoro té devòte, - Idrene Délida. Sono abolite le elision; la cesura è dopo la prima tripodia. La struttura metrica lo rende particolarmente interessante, perché, a quanto sembra, non vi è altro esempio nella letteratura latina del medioevo.

La celebrità e popolarità dell'inno è posteriore alla sua inserzione nel Messale di Pio V (14 luglio 1570), tra le preghiere che completano il ringraziamento alla Messa. I manoscritti, ora conosciuti, sono una trentina, tutti dei secc. xv e xvi, eccetto tre del sec. xiv (il 128 di Montecassino, il 286 di Klosterneuburg, e il 14963 lat. della Bibl. Naz. di Parigi).

Il Wilmart opina che s. Tommaso non sia l'autore dell'A., facendo i seguenti rilievi: 1) non si conoscono testimonianze dell'A. all'infuori dei manoscritti che ne danno il testo; il più antico di essi, il Klosterneuburgense, è del 1350 ca. e contiene una redazione del 1323, cioè di mezzo secolo dopo la morte di s. Tommaso (7 marzo 1274); 2) eccetto sei manoscritti che non specificano l'autore, tutti gli altri, compresi i tre più antichi, sono in favore di s. Tommaso; ma la circostanza, accennata da molti di essi, che Tommaso abbia composto l'A. « instante suo obitu, ante sumptionem Corporis Domini », contrasta con quanto ci narra il suo biografo Guglielmo da Tocco (Vita t. Th., X, 59); 3) le poesie autentiche di s. Tommaso - quelle per l'ufficienza del Corpus Domini - non hanno la semplicità e il lirismo dell'A. Ma a tale obiezione si può rispondere che anche l'A. ha, qua e là, venature di raziocinio teologico, sia pure in grado minore che nelle altre composizioni dell'Aquinate, nelle quali, del resto, affiora sempre l'afflato poetico, per quanto contenuto dal rigore della terminologia dogmatica.

Comunque si risolva la controversia sulla paternità di s. Tommaso, l'A. è un capolavoro di poesia cristiana, una composizione armoniosa, semplice e profonda, che ha molto giovato alla devozione cattolica.

In origine dovette essere una preghiera per l'Elevazione (v.); il suo autore si dovè ispirare a un testo già familiare alla pietà del popolo, testo che si riscontra nella Sum. Theol. (parte IV, q. 10) di Alessandro di Hales (m. nel 1245): Adoro te, Iesu Christe salvator, qui per mortem tuam redimisti mundum, quem credo sub hac specie, quam video, contineri.

Il memoriale del versetto 17 richiama le parole della consacrazione « in mei memoriam facietis » (cf. Lc. 22, 19, e I Cor. 11, 24); il pie pellicane del vers. 21 rievoca un noto simbolismo (cf. Dante, Par., XXV, 113).

In musica, la prima e l'ultima strofa, riunite, costituiscono un mottetto eucaristico. La melodia gregoriana, post-classica, di V modo, è composizione strofica. Tra le antiche, è da ricordare quella polifonica del 1625, anonima, a 3 voci pari, con la finale: Ave Iesu, verum Manhu, Christe Iesu! - Adauge fidem omnium credentium.

Bibliografia9 opere
BIBL.: H. A. Daniel, Thesaurus Hymnologicus, I, Halle 1841, pp. 255-56; F. J. Mone, Lateinische Hymnen des Mittelalters, I, Friburgo in Br. 1853, pp. 275-76; U. Chevalier, Repertorium Hymnologicum, I, Lovanic 1892, nn. 518-21 e V, Bruxelles 1921, p. 15 (nn. 518-21); G. M. Dreves, Analecta Hymnica Medii Aeui, 50 (1907), pp. 589-91; V. Leroquais, Les Livres d'Heures, I, Parigi 1927, p. 329; F. J. E. Raby, A History of Christian-Latin Poetry, Oxford 1927, pp. 410-11; A. Wilmart, La tradition littéraire et textuelle de l'A. v. in Recherches de Théologie ancienne et médiévale, 1 (1920), pp. 21-40, 149-76 (studio fondamentale, ripubblicato in seguito, con agguomanamenti, in Auteurs spirituels et Textes décrets du Moyen-Âge, Parigi 1932, pp. 361-414); A. Gaudel, A propos de la controverse touchant l'attribution de l'A. v. in Adoro te « à Saint Thomas, in Revue de sciences religieuses, 10 (1930), pp. 258-60; E. Dumoutet, Aux origines des Saluts du Saint-Sacrement, in Revue Apologétique, 52 (1931, 1), pp. 421-25.

Igino Cecchetti

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Testo originale: Enciclopedia Cattolica, vol. I (1948), coll. 326–327.

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Cecchetti, Igino. “Adoro Te Devote.” In Enciclopedia Cattolica, vol. I, coll. 326–327. Città del Vaticano: Ente per l’Enciclopedia Cattolica e per il Libro Cattolico, 1948. https://azioneromana.com/it/article/adoro-te-devote.

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Cecchetti, Igino. “Adoro Te Devote.” Enciclopedia Cattolica, vol. I, Ente per l’Enciclopedia Cattolica e per il Libro Cattolico, 1948, coll. 326–327. Azione Romana, https://azioneromana.com/it/article/adoro-te-devote.

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