KLOSTERNEUBURG. - Presso Vienna (Austria), abbaia dei Canonici regolari di S. Agostino della Congregazione austriaca, fondata verso il 1106 dal margravi o. Leopoldo (canonizzato nel 1485) di Babenberg, e da sua moglie Agnese, figlia dell'imperatore Enrico IV, sul luogo di un castello romano (Canabiaca) e presso il «castello nuovo» dei Babenberghesi (indi il nome); fino al 1133 fu una collegiata di Canonici secolari, presieduta come secondo prevosto dal figlio di s. Leopoldo, Ottone, divenuto poi monaco cistercense e vescovo di Risingsa e resosi celebre per la sua filosofia della storia (Chronicon e Gesta Friderici). In quell'anno su-

Klosternneuburg - Interno della piccola chiesa di S. Geltrude (sec. XII).
vicine dell'Ordine. La Biblioteca contiene 1245 manoscritti, 900 incunaboli e più di 150.000 volumi, disposti con criteri moderni. Nel 1936, in occasione dell'ottavo centenario della fondazione, Pio XI eresse la chiesa abbaziale in basilica minore. Nel periodo più recente, K. fu soppressa dal governo nazionalsocialista (1941-45), ma preservata da danni di guerra e spogliazioni. Attualmente vi appartengono 67 sacerdoti e 8 chierici professi, 7 novizi e 27 parrocchie, quasi tutte in Vienna, con ca. 80.000 anime.
Opere d'Arte. - K. è assai ricca di opere d'arte, tra cui è da menzionare la chiesa abbaziale, una basilica romana a tre navate, costruita, su esempi renani, negli aa. 1114-36; la decorazione barocca è dei secc. XVII e XVIII (notevole il coro e l'altare maggiore, disegnato da Mattia Steindl). Di alto pregio artistico è la cappella di S. Leopoldo (già sala capitolare) con preziosi vetri istoriari dei secc. XIV e XV, un candelabro di bronzo a sette braccia di stile romanico, ed il famoso «Verduneraltar», eseguito nel 1181, per ordine del prevosto Wernher, da Nicola di Verdun quale rivestimento della transenna, e rappresentante in 51 quadretti di smalto su fondo d'oro, in maniera tipologica, tutta la storia della Redenzione. Nel 1329 se ne formò un altare a battenti, la cui parete posteriore venne ornata con quattro dipinti a tempera d'ispirazione giottesca. È questa la più insigni opera d'arte romanica e gotica a nord delle Alpi.
Si ammirano inoltre in K. il chiostro (sec. XIII-XIV), la «Madonna di K.», una scultura in pietra del sec. XIV, il cosiddetto «Albrechtstaltar», un bell'altare creato verso il 1440 da Giacomo di Kaschau. La residenza imperiale, che forma un tutto con l'abbazia, voluta dall'imperatore Carlo VI e costruita nel periodo 1730-40 su progetto di Donato d'Allio (ideata in modo troppo grandioso, ne fu ultimata soltanto una terza parte), contiene nella «sala dei marmi» affreschi di Daniele Gran e nelle cosiddette «stanze imperiali» degli stucchi nei soffitti. Nella Pinacoteca sono notevoli creazioni della «scuola danubiana» (Donauschule), bronzi e sculture in aervio, e nel tesoro il drappello arciducale del 1616 e finissimi lavori in oro di stile romanico, gotico e barocco.
Apostolato liturgico. - In questi ultimi tempi K. è divenuta celebre per il suo apostolato liturgico tra il popolo (volksliturgisches Apostolat). A questo scopo il P. Pio Parsch vi fondò nel 1926 la sua rivista mensile Bibel und Liturgie, alla quale si aggiunse più tardi il settimanale Leke mit der Kirche, destinato alla grande massa del popolo. Nel 1923 pubblicò il primo calendario liturgico (Liturgiekalender), il quale sotto il titolo Das Jahr des Heiles, guida attraverso l'anno liturgico, ebbe in seguito 13 edizioni, e fu tradotto in italiano (L'anno liturgico), francese, ungherese, portoghese, olandese e giapponese. Con la istituzione da parte dell'abbazia di una grande tipografia moderna (St. Augustinus-Druckerei), venduta dopo la soppressione del 1941 dai nazionalsocialisti, e ricostituita nel 1950, fu resa possibile una larga diffusione delle pubblicazioni liturgiche: testi liturgici, opuscoli, quadri, foglietti di propaganda. - Vedi tav. XLV.