KLOSTERNEUBURG

KLOSTERNEUBURG. - Presso Vienna (Austria), abbazia dei Canonici regolari di S. Agostino della Congregazione austriaca, fondata verso il 1106 dal margravio s. Leopoldo (canonizzato nel 1485) di Babenberg, e da sua moglie Agnese, figlia dell'imperatore Enrico IV, sul luogo di un castello romano (Canabiaca) e presso il « castello nuovo » dei Babenberghesi (indi il nome); fino al 1133 fu una collegiata di Canonici secolari, presieduta come secondo prevosto dal figlio di s. Leopoldo, Ottone, divenuto poi monaco cistercense e vescovo di Frisinga e resosi celebre per la sua filosofia della storia (Chronicon e Gesta Friderici). In quell'anno su-

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(per cortesia del canonico S. Schmidt) KLOSTERNEUBURG - Interno della piccola chiesa di S. Geltrude (sec. XII).
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KLOSTERNEUBURG - Interno della chiesa abbaziale
bentrarono i Canonici regolari, provenienti, come sembra, da Chiemsee, Passavia e Salisburgo, il cui primo prevosto fu il b. Artmanno (m. nel 1164) vescovo di Bressanone. Con il favore dei principi e nobili si accrebbe tosto la donazione fondiaria del convento (come risulta dal prezioso « codex traditionum », conservato nell'archivio claustrale, ricco di documenti pontifici, imperiali ed altri) e divenne un centro culturale per l'Austria, come attestano i numerosi manoscritti ed opere d'arte sorte nell'abbazia medesima. K. ebbe una parte considerevole nel sorgere e fiorire dell'umanesimo nell'Università di Vienna.

Nonostante le molteplici calamità, dovute alle guerre degli Ussiti e dei Turchi (nel 1683, grazie al fratello converso Marcellino Ortner, resistette vittoriosamente ad un assedio durato 10 settimane) e particolarmente alle guerre francesi, riprese sempre nuovo vigore e ristabilendo tenacemente la disciplina claustrale, dopo periodi di decadenza. Quale fondazione e luogo di sepoltura di s. Leopoldo, K., sotto la casa d'Asburgo, assurse a santuario nazionale, sfuggendo così alla soppressione dei conventi, decretata da Giuseppe II. Tra i suoi prevosti, oltre al b. Artmanno, vanno ricordati: il 6°, Wernher, nel 1194 eletto vescovo di Gurk ed il 62°, Federico Gustavo Piffl, cardinale-arcivescovo di Vienna (m. nel 1932). Nel 1735 K. fu aggregata alla Congregazione dei Canonici regolari del Salvatore lateranense, per cui i suoi prevosti hanno il titolo di « abati lateranensi ». Fin dal 1796 vi si trova un istituto filosofico-teologico, frequentato dai chierici professi dell'abbazia stessa e di altre case

vicine dell'Ordine. La Biblioteca contiene 1245 manoscritti, 900 incunaboli e più di 150.000 volumi, disposti con criteri moderni. Nel 1936, in occasione dell'ottavo centenario della fondazione, Pio XI eresse la chiesa abbaziale in basilica minore. Nel periodo più recente, K. fu soppressa dal governo nazionalsocialista (1941-45), ma preservata da danni di guerra e spogliazioni. Attualmente vi appartengono 67 sacerdoti e 8 chierici professi, 7 novizi e 27 parrocchie, quasi tutte in Vienna, con ca. 80.000 anime.

OPERE D'ARTE. - K. è assai ricca di opere d'arte, tra cui è da menzionare la chiesa abbaziale, una basilica romanica a tre navate, costruita, su esempi renani, negli aa. 1114-36; la decorazione barocca e dei secc. XVII e XVIII (notevole il coro e l'altare maggiore, disegnato da Mattia Steindl). Di alto pregio artistico è la cappella di S. Leopoldo (già sala capitolare) con preziosi vetri istoriati dei secc. XIV e XV, un candelabro di bronzo a sette braccia di stile romanico, ed il famoso « Verduneraltar », eseguito nel 1181, per ordine del prevosto Wernher, da Nicola di Verdun quale rivestimento della transenna, e rappresentante in 51 quadretti di smalto su fondo d'oro, in maniera tipologica, tutta la storia della Redenzione. Nel 1329 se ne formò un altare a battenti, la cui parete posteriore venne ornata con quattro dipinti a tempera d'ispirazione giottesca. È questa la più insigne opera d'arte romanica e gotica a nord delle Alpi.

Si ammirano inoltre in K. il chiostro (sec. XIII-XIV), la « Madonna di K. », una scultura in pietra del sec. XIV, il cosiddetto « Albrechtsaltar », un bell'altare creato verso il 1440 da Giacomo di Kaschau. La residenza imperiale, che forma un tutto con l'abbazia, voluta dall'imperatore Carlo VI e costruita nel periodo 1730-40 su progetto di Donato d'Allio (ideata in modo troppo grandioso, ne fu ultimata soltanto una terza parte), contiene nella « sala dei marmi » affreschi di Daniele Gran e nelle cosiddette « stanze imperiali » degli stucchi nei soffitti. Nella Pinacoteca sono notevoli creazioni della « scuola danubiana » (Donauschule), bronzi e sculture in avorio, e nel tesoro il drappello arciducale del 1616 e finissimi lavori in oro di stile romanico, gotico e barocco.

APOSTOLATO LITURGICO. - In questi ultimi tempi K. è divenuta celebre per il suo apostolato liturgico tra il popolo (volhalturgisches Apostolat). A questo scopo il p. Pio Parsch vi fondò nel 1926 la sua rivista mensile Bibel und Liturgie, alla quale si aggiunse più tardi il settimanale Lebe mit der Kirche, destinato alla grande massa del popolo. Nel 1923 pubblicò il primo calendario liturgico (Liturgiekalender), il quale sotto il titolo Das Jahr des Heiles, guida attraverso l'anno liturgico, ebbe in seguito 13 edizioni, e fu tradotto in italiano (L'anno liturgico), francese, ungherese, portoghese, islandese e giapponese. Con la istituzione da parte dell'abbazia di una grande tipografia moderna (St. Augustinus-Druckerei), venduta dopo la soppressione del 1941 dai nazionalsocialisti, e ricostituita nel 1950, fu resa possibile una larga diffusione delle pubblicazioni liturgiche: testi liturgici, opuscoli, quadri, foglietti di propaganda. - Vedi tav. XLV.

BIBL.: Cottineau, I, coll. 1523-24; W. Pauker, Führer durch die Sehenswürdigkeiten des Stiftes K., Vienna s. a. Severino Schmidt
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“KLOSTERNEUBURG.” Enciclopedia Cattolica, vol. VII (1951), p. 449. Azione Romana digital edition, https://azioneromana.com/it/article/klosterneuburg.