JUMIÈGES. - Abbazia benedettina di S. Pietro, fondata da s. Filiberto nel 654 in un terreno concesso sulle rive della Senna in diocesi di Rouen dalla regina Batilde, moglie di Clodoveo II.
L'abate Filiberto, oltre gli edifici monastici, costruì tre chiese, la prima dedicata alla s.ma Vergine, la seconda a s. Pietro, la terza a s. Germano. L'abbazia fiorì rapidamente e inviò missionari in Gran Bretagna e in Irlanda. Alla fine del sec. VIII Carlomagno vi fece internare Tassilone, duca di Baviera, e suo figlio Teodone; sul loro sepolcro, rinvenuto nel sec. X, fu eretto nel sec. XIII un sontuoso monumento, intorno a cui fiorì la leggenda detta degli Enervés de J.
L'abbazia soffrì un incendio nell'841 e i saccheggi dell'invasione normanna; fu restaurata dal duca Guglielmo Longue-épée, a cui si devono le basi delle due torri ancora esistenti nella facciata della chiesa di S. Pietro. Poi vi fu di nuovo un periodo di decadenza. All'inizio del sec. XI il duca Riccardo II chiamò a J. Guglielmo di Volpiano, abate di S. Benigno a Digione, il quale vi pose come abate il suo discepolo Teodorico di Montgomery (1014-28). La chiesa, dedicata alla S.ma Vergine, fu poi ripresa (1037) dall'abbate Roberto Champart; la dedica avvenne il 10 luglio 1067; il suo abate rappresentò il clero della Normandia al Concilio di Clermont del 1095, presieduto dal papa Urbano II.
Nel 1332 l'abate Guglielmo il Giovane iniziò la ricostruzione della chiesa di S. Pietro, in un'epoca di grande rifiutata dell'abbazia, la quale venne però invasa e saccheggiata dalle truppe inglesi nel 1358; i monaci scacciati vi tornarono con l'abate Giovanni di St-Denis nel 1370, ma di nuovo le truppe inglesi di Enrico V la misero a sacco nel 1415; i monaci furono costretti a vendere una parte dei beni per i restauri. Nel 1450 vi soggiornò il re Carlo VII.
Nel 1515 l'abate Filippo di Lussemburgo vi introdusse la riforma di Chezal-Benoît; l'abate Francesco di Fontenay ricostruì il chiostro e riparò la chiesa della S.ma Vergine. I protestanti saccheggiarono l'abbazia l'8 maggio 1562. Sotto l'abate Mariano di Martimbos fu introdotta la riforma di St-Vannes; nel 1663 venne costruita la nuova biblioteca; tra il 1704 e il 1732 il nuovo grande dormitorio, proprio quando cominciava la decadenza. La Rivoluzione Francese disperse i monaci nel 1793.
La chiesa dedicata alla S.ma Vergine conserva ancora la facciata con le due torri, alte più di 50 m., del sec. XI; la navata centrale, quella minore sul lato nord, conserva ancora le vòtte; il coro e il transeetto furono demoliti all'inizio del sec. XIX. Un passaggio, detto di Carlo VII, univa questa chiesa con quella di S. Pietro a tre navate; sussistono anche le rovine del chiostro e della biblioteca, mentre sono distrutti i dormitori. Un museo riunisce frammenti di statue, capitelli e pietre tombali.