ADAMNANO (ADAMNAN; lat. Adamnanas, Adamnanas et Adamnanas; sembra diminutivo di Adam; erroneo Adamandus), santo. - Monaco irlandese, n. a Drumhome, nel Donegal, tra il 623 e il 625. Dal 679 al 704, anno di sua morte, fu abate di Jona (Hy).
Nel 686, per incarico del suo popolo, si recò presso Aldfrid, re della Northumbria, già suo ospite a Jona, e ottenne la restituzione dei prigionieri di guerra, deportati due anni prima dal defunto suo fratello Egfrid nell'infausta scoreria contro l'Irlanda: egli stesso li riconduisce in patria. Durante questo ed un secondo soggiorno in Northumbria, nel 688, fece visita a Ceolfrido, abate di Wearmouth e Jarrow (ove viveva Beda), che lo convertì agli usi della Chiesa romana (per il computo della Pasqua e la tonsura). Tornato a Jona, soffrì molto dai suoi monaci, irriducibili agli usi di Roma. Si volse allora ai suoi conna-
zionali d'Irlanda (ove probabilmente, secondo il Gougaud, si recò nel 697, con l'intenzione di concludere anche la sua campagna contro il servizio militare delle donne), riuscendo felicemente a superare gli ostacoli d'un funesto dissenso ormai secolare. S. Egberto (v.) completerà l'opera di A. presso l'intera comunità di Jona. Per il loro eroico apostolato, la pace religiosa fu ristabilita, e la parte più nobile della Chiesa celtica tornò definitivamente nella comunione con Roma.
A. è il più illustre successore di S. Columba, cui era legato da parentela. Beda lo dice vir bonus et sapiens, et scientia Scripturarum nobilissime instructus (Hist. eccl., V, 15); Ceolfrido, nella lettera a Naitano, re dei Pitti, ne celebra la prudenza, l'umiltà e la pietà (ibid., V, 21); Alcuno lo pone tra i praeclari patres, morum vitaeque magistri (cf. MGH, Poetae Lat., I, 342). È venerato come santo: commemorazione al 23 sett., giorno della morte; in Scozia si celebra la festa in rito doppio. Patrono della diocesi di Raphoe, è popolare in Irlanda, ove il suo nome si abbrevia anche in Adam. Gli dobbiamo la Vita s. Columbae, prezioso documento storico per la Chiesa scozzese; e il De Locis Sanctis, che Beda reputa legentibus multis utilimum, giungendo a darne un saggio nella stessa Historia eccl. gentis Anglorum (V, 15-17). È la dettagliata relazione del viaggio in Arculfo (v.), « docendo ac dictando », come si esprime Beda, e termina con la pittoresca descrizione del vulcano (lo Stromboli), « qui semper intonat ». S. Beda ne estrasse la sua operetta omonima, dalla quale derivò l'opuscolo De situ Hierosolymae urbis atque ipsius Iudaeae, divulgato sotto il nome di Eucherio. Così l'opera di A. fu la fonte precipua da cui il medioevo trasse le sue conoscenze sui luoghi santi. Compilò anche un commento a Virgilio, servendosi di altri commenti provenienti dall'Italia.
La notorietà del suo nome gli ha fatto attribuire alcune prescrizioni ecclesiastiche note sotto il titolo di Canones Adamnani (cf. Mansi, XII, 154 sg.). Esiste in irlandese una Vitone di A. (Fis Adamnán); ma non è opera sua. Tale invece, sembra la Cáin Adamnán (Oxford 1905), la benefica legge che dispensò le donne dal partecipare alle battaglie (cf. Tacito, Ann. XIV, 35-36), esempio di antico trattato irlandese.
Studi: J. Mabillon, Acta SS. Ord. 1. Bened., sect. III, parte 2°, Parigi 1672, pp. 499-502 (da p. 502 a p. 522, l'opuscolo De Locis Sanctis); Acta SS. Septembris, VI, Anversa 1757, pp. 642-49 (23 sett.); C. Montalembert, Les Moines d'Occident, V, 3°, ed., Parigi 1868, pp. 10-16 (lo dice « immortel honneur de l'Eglise celtique »); C. Plummer, Ven. Bedoe Hist. Eccl., II, Oxford 1896, pp. 300-305 e 396 (indice); P. Geyer, A. Abt von Jona, I, Augusta 1895; II, Erlangen 1897; L. Gougaud, Les Chrétiennes Celtiques, 2°, ed., Parigi 1911, pp. 191-93 e passim; M. Manitius, Gesch. der lat. Liter. des Mittelalters, I, Monaco 1911, pp. 336-39; G. Brüning, Adamnans « Vita Columbae » und ihre Ableitungen, in Zeitschrift für celtische Philologie, 11 (1917), pp. 213-304. Igino Cecchetti