PIO V, PAPA, santo. - L'ultimo Papa canonizzato, n. il 17 genn. 1504 a Bosco, presso Alessandria, da Paolo Ghislieri e Domenica Augeria: entrò nel 1518 nell'Ordine dei Domenicani a Voghera e vi ricevette il nome di Michele, fu ordinato sacerdote nel 1528 e poco dopo lettore a Pavia; era inoltre commissario dell'Inquisizione per la diocesi di Pavia e più tardi fu inquisitore a Como ed a Bergamo. Con tale attività si acquistò la benevolenza del card. Carafa che nel 1551 lo fece nominare commissario generale dell'Inquisizione romana e, divenuto papa con il nome di Paolo IV, nel 1556 lo nominò vescovo di Sutri e Nepi, nel 1557 cardinale ed il 14 dic. 1558 grande inquisitore.
Sotto Pio IV egli era in disgrazia per le sue relazioni con i Carafa, quindi si dedicò esclusivamente all'Inquisizione ed alla riforma dell'episcopato di Mondovì, che gli era stato affidato nel 1560. Nel Conclave del 1565, in seguito all'accordo tra il Borromeo e il Farnese, il 7 genn. 1566 fu eletto papa con sorpresa generale, essendo naufragate le candidature di Morone, di Sirleto e del Ricci, favorito da Cosimo I. Il 17 genn. venne consacrato. Suo merito imperituro è che, avendo mandato ad effetto il Concilio di Trento, agì con la massima serietà in tutti i campi della vita ecclesiastica: inviò i decreti sino a Goa, nel Messico, nel Venezuela, ai paesi più lontani. Nella diocesi di Roma diede inizio personalmente alla visita canonica e fece riformare il clero da Niccolò Ormaneto, persona di fiducia di Carlo Borromeo. Nominò visitatori apostolici per gli episcopati dello Stato della Chiesa, del Regno di Napoli e dell'Alta Italia. I sinodi provinciali del Borromeo a Milano di-

(per cortesia di mons. A. P. Frutar)
Con la pubblicazione del Catechismo romano (1566), del Breviarium Romanum riformato (1568) e del Missale Romanum (1570), come pure con l'insediamento di una commissione per la revisione della Vulgata (1569), corrispose ai desideri espressi dal Concilio di Trento. L'11 apr. 1567 dichiarò dottore della Chiesa s. Tommaso d'Aquino, il 1° ott. 1567 condannò le 79 tesi di Michele Baio. Rinvigorì severamente l'Inquisizione romana che sotto Pio IV si era rilasciata; fra l'altro furono giustiziati Pietro Carnesecchi e Aonio Paleario come eretici.

gioniera. Il 25 febbr. 1570 scomunicò la regina Elisabetta d'Inghilterra e sciolse i cattolici inglesi dal giuramento di fedeltà. Le difficoltà con l'imperatore Massimiliano II erano particolarmente causate dalla poco chiara posizione religiosa di questo verso il protestantesimo e dalla sua arrendevolezza verso i protestanti austriaci. L'Imperatore protestò contro la nomina di Cosimo I a granduca di Toscana ratificata dal Papa (5 marzo 1570). La più grande impresa politica di P. V consiste nell'aver effettuato la Lega Santa antiturea con Venezia e la Spagna, la flotta delle quali, con a capo don Giovanni d'Austria e Marcantonio Colonna, riportò a Lepanto il 7 ott. 1571 una vittoria navale, che spezzò la preponderanza della flotta turca nel Mediterraneo. Il Papa, di cui Carlo Borromeo disse che da molto tempo la Chiesa non aveva avuto un capo migliore e più santo, morì il 1° maggio 1572. Egli fu sepolto dapprima nella cappella di S. Andrea in S. Pietro, da dove fu trasferito il 9 genn. 1588, sotto Sisto V, nella cappella del Presepe a S. Maria Maggiore. Il 1° maggio 1672 fu beatificato da Clemente X ed il 22 maggio 1712 Clemente XI lo canonizzò. La festa cade il 5 maggio.