Enciclopedia Cattolica vol. II, 1949 Liturgia Inni e sequenze

AVE VERUM CORPUS NATUM

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AVE VERUM CORPUS NATUM. - Una delle più note salutationes eucaristiche medievali. Appare nei codici fin dal sec. XIV, ed è stata talora attribuita al papa Innocenzo VI (1352-62). In origine era una delle molte composizioni devote d'uso privato, per l'Elevazione (v.) dell'Ostia (in elevatione Corporis Christi), e come tale si trova diffusa in Francia, in Germania e in Inghilterra.

Questo « ritmo » è chiamato talvolta antipliona, ma più spesso oratio. Affine all'Adoro te devote (v.), ma d'uso molto più frequente, fu in certi luoghi, sulla fine del medioevo, considerata anche come canto liturgico. Il Guéranger, osservando che il breve carme era riservato al momento dell'Elevazione e che in vari codici, tra i migliori, si conclude con le parole In excelsis - le ultime del Sanctus - ritiene che l'A. v., sia un tropo (v.), il quale si sarebbe unito, completandolo, al Trisagio.

Si compone di versi regolati non dalla metrica quantitativa classica, ma dal ritmo accentuativo: sillabe disposte in tetrametri trocaici catalettici, rispondenti al doppio ottonario italiano, col secondo ottonario tronco:

Ave verum Corpus natum De Maria Virgine.

A rima costante alternata, i dimetri acataletti (prima parte - piana - del doppio ottonario) terminano in -atum; quelli catalettici (seconda parte - tronca - del doppio ottonario) in -ine. Giustamente la melodia gregoriana li raggruppa in due strofe, ciascuna di due ottapodie o tetrametri.

Tale ritmo di trochei - il medesimo del famoso Pervigilium Veneris - viene con grazia sostituito, nella finale, da

O Jesu dulcis, - O Jesu pie, - O Jesu fili Mariae!

Questa invocazione in alcuni codici è ancora più breve: O dulcis, o pie, - O Jesu, fili Mariae! richiamando più direttamente la finale della Salve Regina; forse, semplice com'è, composta di due soli versi rimati, rappresenta la forma più autentica. Il testo musicato da T. L. da Vittoria (1564-1637) ha come finale: O clemens, o pie - O Jesu, Fili Dei et Mariae! Altre varianti principali del testo sono: 1) Unda fluxit et sanguine, lezione più elegante di Fluxit aqua et sanguine; ma il testo aqua è più vicino alla narrazione evangelica (Io. 19, 34); 2) invece di Mortis in examine, vari codici hanno In mortis examine, lezione quasi ugualmente buona per il ritmo.

Denso è il pensiero teologico della composizione: a tre forti asserzioni della realtà del Corpo del Signore presente (quello nato dalla Vergine, immolato sulla croce, trafitto spietatamente), segue la trepida preghiera dell'anima in vista della morte: Esto nobis praegustatum - Mortis in examine. Forse la necessità della rima ha suggerito l'espressione in examine, che più probabilmente significa «nel momento della morte».

In musica è considerato un Motetto eucaristico. Oltre la melodia gregoriana, soavissima, di VI modo e di sapore antico, e quella polifonica del Da Vittoria, a 4 voci, sono celebri le composizioni di Viadana a 4 v. p. (2 Ten. e 2 Bas.), di Josquin Des Près, a 2 e 3 v., e soprattutto quella di Mozart, a 4 v., e quelle di Schubert, di Gounod e di Martini. Tra le opere dubbie di Palestrina, Haberl ha pubblicato due A. v., uno a 4 voci (vol. XXXI) e un altro, come diminuzione di un Madrigale, a 2 v. (vol. XXXIII).

Bibliografia7 opere
BIBL.: F. J. Monc, Lateinische Hymnen des Mittelalters, I, Friburgo in Br. 1853, pp. 280-81 (per esempi analoghi, pp. 280-299); U. Chevalier, Repertorium d'Apnoledictum, I, Lovanio 1892, n. 2175 (cf. IV, Lovanio 1912, n. 35767 s.d.); J. Julian, A Dict. of Hymnology, 2ª ed., Londra 1915, pp. 99-100; P. Guéranger, L'Anne Liturgique: Le temps après la Pentecôte, I, 18ª ed., Tours 1926, pp. 222-23; V. Leroquais, Les Livres d'Heures, I, Parigi 1927, pp. 45, 71, 122, 139, 151, 153, 195, 248 (cf. indice); E. Dumoutet, Aux origines des Saluts du Saint-Sacrement, in Revue Apologétique, 52 (1931), pp. 421-25; A. Wilmart, Auteurs spirituels et Textes dévots du Moyen-Age latin, Parigi 1932, pp. 373 s.d. e 376.

Igino Cecchetti

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Di Igino Cecchetti

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Testo originale: Enciclopedia Cattolica, vol. II (1949), coll. 535–536.

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vol. 2, coll. 535–536

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Cecchetti, Igino. “Ave Verum Corpus Natum.” In Enciclopedia Cattolica, vol. II, coll. 535–536. Città del Vaticano: Ente per l’Enciclopedia Cattolica e per il Libro Cattolico, 1949. https://azioneromana.com/it/article/ave-verum-corpus-natum.

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Cecchetti, Igino. “Ave Verum Corpus Natum.” Enciclopedia Cattolica, vol. II, Ente per l’Enciclopedia Cattolica e per il Libro Cattolico, 1949, coll. 535–536. Azione Romana, https://azioneromana.com/it/article/ave-verum-corpus-natum.

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