TROPO. - Ornamento del canto liturgico per interpolazione o addizione, che per ciò tende ad abbellire allungando. Ciò è vero specialmente nel t. musicale. Il t. letterario, assecondando la tendenza popolare, frammenta in canto sillabico una melodia anteriore, primitiva o aggiunta essa stessa.
Sembra che in origine la parola t. sia sinonimo di melodia (p. es., presso Fortunato), donde l'espressione «trempi carminum», per designare il canto che accompagna brani di versi aggiunti (ms. S. Gallo 484). Se è certo che nel canto gregoriano il t. si riscontra verso la fine del sec. IX, non è facile precisare l'origine. S. Gallo e S. Marziale di Limoges, sono stati i primi due centri d'importanza d'un uso che si è esteso rapidamente a tutti i paesi, e t. ben presto si incontrarono in tutti i canti liturgici, nelle parti dell'Ufficio, e molto più numerosi in quelli della Messa, eccetto il graduale che è raramente tratto. Si distinguono abitualmente i grandi t. (quelli del Kyriale) e i piccoli t. (quelli del proprio della Messa). Si aggiunge che perfino la letture (Epistole) sono t. e che si giunse persino ad introdurre t. nel t. (p. es., Regnum tuum solidum). I t. del Gloria in excelsis hanno ricevuto il nome di Laudes. Qualunque cosa si voglia dire, deve esistere un certo legame tra queste Laudes, questi t., e le Laudes festivae o acclamazioni, che accompagnavano il Gloria. Come non lo sono le Laudes festivae, così neppure il Versus è propriamente un t.: è una poesia il cui canto sillabico accompagna una processione; viene così ad unirsi all'Introito cui serve da introduzione. Ma esso ha avuto una grande parte nella storia del t., poiché la sua fattura ne ha guidato l'evoluzione verso una forma poetica, dapprima in assonanza (t. del primo periodo, fino al 1070-80), poi in rima e sempre più indipendente dal testo liturgico (t. del secondo periodo). Si comprende così cosa potesse essere nel sec. XIII un Ufficio tronato; i manoscritti ne danno una idea in quanto la sola Messa festiva ha un numero di pagine 5 o 6 volte maggiore del semplice testo gregoriano. In seguito a tale sviluppo rimaneva incompreso il senso e la bellezza della melodia gregoriana pura: i t. sono testimoni d'una evoluzione del gusto ed anche della pietà, e della compiacenza nei chierici e nei fedeli per le lunghe cerimonie. D'altra parte questo movimento dei t. ha dato origine in seguito a forme di arte più recenti: dal t. infatti è nata la prosa, poi la canzone in lingua volgare, canzone popolare o poesia dei troubadours (v.); dal t. derivano anche la rappresentazione liturgica e, attraverso il teatro medievale, l'opera moderna. Il t. ha dato pure materia alle prime composizioni polifoniche.