TROPARION. - Breve preghiera ritmica della liturgia bizantina composta di una o poche frasi; esprime una idea, un sentimento o un momento di una azione in modo che, anche se i t. si presentano in serie di quattro o cinque, ciascuno, quanto alla forma e il contenuto, si chiude in sé; e questa caratteristica distingue il t. dalla strofa di un contakion, la quale non si comprende interamente se non in connessione logica o drammatica con le strofe precedenti e seguenti.
L. Clugnet (Dictionnaire grec-français des noms liturgiques en usage dans l'Église grecque, Parigi 1895, p. 155) enumera 33 diverse specie di t.; si dividono secondo il contenuto (anastasimon, despotikon, catanyctikon, theotokion, ecc.) o secondo il posto che occupano nell'ufficienza (eothinon, isodikon, ecc.) o secondo altri criteri. Fra tutti, il principale t. e forse il primitivo è l'apolitikion (v.).
Il t. è diventato GRECIA (v.). Si deve probabilmente assegnare al t. una doppia o triplice origine: derivazione dall'antifona (cf. L. Petit, Antiphone, in DACL, I, coll. 2461-87), inno della festa o del giorno aggiunto dopo la parte biblica dell'Ufficio (confrontare con l'orologhion dei Copti e gli inni dell'octoechos di Severo di Antiochia), inno di circostanza (ad es., s. Antimo, s. Aussenzio e s. Doroteo: PG 86, 173-76, 1414, 1416; 88, 1820).