TRIODION. - Pagina di un t. manoscritto: la pagina incomincia con la chiusura della prima ode del t. di Giuseppe Studita che si canta nell'Ufficio vespertino della domenica 19 d. 20. Biblioceva Vaticana, cod. Reg. greco 30, fol. 1 (sec. XI)
Si chiama T. perché molti dei canoni contenuti in essa hanno soltanto tre odi: la 8ª e la 9ª sempre e poi una delle prime cinque. Raccoglie le composizioni di una ventina di poeti, fra i quali Teodoro e Giuseppe Studita occupano un posto speciale. Il T. fu edito la prima volta in greco a Venezia nel 1522, mentre la prima edizione slava è quella di Cracovia del 1491.
Bibliografia5 opereM. Paranikas, Τὸ Τεχάσιον, in Ἐκχά. Ἀλβῆξις 13 (1893), pp. 7-8; Krumbacher, pp. 686-89; A. Maltzev, Fasten und Blumen T., Berlino 1899; J. K
BIBL.: M. Paranikas, Τὸ Τεχάσιον, in Ἐκχά. Ἀλβῆξις 13 (1893), pp. 7-8; Krumbacher, pp. 686-89; A. Maltzev, Fasten und Blumen T., Berlino 1899; J. Karabinov, Triod postnaya (piano, contenuto, redazione, versione slava), Pietroburgo 1910; K. Kirchhoff, Die Ostkirche betet. Lipsia 1934-36.
Raes, Alfonso. “Triodion.” In Enciclopedia Cattolica, vol. XII, col. 546. Città del Vaticano: Ente per l’Enciclopedia Cattolica e per il Libro Cattolico, 1954. https://azioneromana.com/it/article/triodion.
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Raes, Alfonso. “Triodion.” Enciclopedia Cattolica, vol. XII, Ente per l’Enciclopedia Cattolica e per il Libro Cattolico, 1954, col. 546. Azione Romana, https://azioneromana.com/it/article/triodion.
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