TROTZENDORF, Valentin. - Pedagogista protestante, di vero cognome: Friedland, ma noto sotto quello di T. dal paese (oggi Troitschendorf, presso Görlitz) dove n. il 14 febbr. 1490; m. a Liegnitz il 26 ag. 1556.
Studiò greco e latino nell'Università di Lipsia e teologia a Wittenberg sotto Lutero e Melantone, dei quali fu sempre strenuo difensore. Nominato rettore nel 1524 della scuola di Goldberg, la diresse, salvo brevi intervalli, fin quasi alla morte, guadagnandole una fama europea e attirando alcuni da tutte le nazioni. E Melantone, ammirato, soleva dire che T. era fatto per dirigere collegi, come Scipione l'Africano per dirigere eserciti.
La scuola divisa in 6 classi era secondo il tipo umanistico e non si usava nel parlare che il latino. L'innovazione ardita del T., usata con frutto oggi ancora in vari paesi, consisté nel «governare la scuola per mezzo degli stessi alunni», ordinandola secondo il modello della Repubblica romana. Sceglieva fra i più anziani gli «economi» che dovevano vigilare sull'ordine, la disciplina e l'osservanza dell'orario; gli «efori» che si occupavano dei pasti, aiutati dai «discofiori», che badavano ai piatti; i «questori», uno per classe, che sorvegliavano le pratiche del culto e le occupazioni scolastiche. A capo della Repubblica stava il T. quale «dictator perpetuus», che però condivideva il governo con un Senato, composto di 12 console, 2 censori e 12 senatori, eletti da lui ogni mese, che costituivano il tribunale delle punizioni. Nella scuola lo spirito era profondamente cristiano e fraterno con uguaglianza assoluta fra le diverse classi sociali. Quanto alle materie, accanto alla religione e allo studio accurato del latino, trovavano posto il greco, l'ebraico, la matematica, l'astronomia e la musica. Norma didattica: regole poche e brevi, esempi pratici, numerosi esercizi, pochi autori studiati profondamente, più che non molti visti superficialmente. C'erano però, in tutto questo concorso di ottime norme e disposizioni, troppi tratti personali, dipendenti dal carattere attivo ed eminentemente organizzativo del T., per cui dopo la sua morte l'opera non durò. Egli tuttavia rimane uno dei pedagogisti più significativi del sec. XVI. Lasciò, quali opere principali: Cathechesis (Wittemberg 1558), catechismo a domande e risposte; Ro-rium (ivi 1565), raccolta di massime tolte dalla Bibbia accompagnate da commento; Praeactiones (ivi 1564), raccolta di preghiere per il mattino e la sera e per le domeniche e le feste.
C. Celestino Testore