VINCENZO di BEAUVAIS. - Teologo e filosofo domenicano, n. ca. il 1190, m. a Beauvais nel 1264. Religioso probabilmente a Parigi (ca. il 1220) dimorò in seguito nel convento di Beauvais, da cui prese il nome (Bellovacense). Fu in relazione di amicizia (un contemporaneo lo dice familiaris) con s. Luigi re di Francia e insegnò nell'abbazia cistercense di Royaumont, fondata dallo stesso Re.
La sua opera principale è lo Speculum maius (Strasburgo 1473-76; delle altre ed. la migliore è quella curata dai Benedettini di Douai [4 voll., 1624] con indice analitico): una vasta enciclopedia di tutto lo scibile del tempo dove sono citate ca. 2000 opere di 450 autori; divisa in tre parti: Speculum naturale (in 32 ll.), in cui si tratta di Dio e dei suoi attributi, della Trinità e della creazione, angeli, mondo materiale, viventi, con speciale riguardo all'uomo; Speculum doctrinale (in 17 ll.), in cui si svolge tutta la scienza scolastica: filosofia, arti liberali, scienze profane; Speculum historiale (in 31 ll.) in cui si racconta la storia del mondo dalla creazione al 1254, con un «excursus» sulla fine del mondo nel 2376, sul regno dell'Anticristo, sul Giudizio universale. Una quarta parte, lo Speculum morale, venne aggiunta più tardi, da un compilatore anonimo, dopo il 1310.
V. di Francia. Ma la regina Margherita lo pregò di sospendere quel lavoro e di preparare un manuale per l'educazione dei principi; il V. accondiscese e scrisse (tra il 1248 e il 1250) il De erudizione filiorum regalium (Basilea 1481, ed. di A. Steiner, Cambridge-Massachusetts 1938). Per desiderio del Re di Francia e di quello di Navarra pubblicò poi (1260-1263) il De morali principiis institutione, opera prima destinata a far parte della grande enciclopedia politica. Gli si attribuisce pure (dopo essere stato edito fra le opere di s. Tommaso) un De erudizione principum, che è opera di Guglielmo Peyraut. Il metodo delle opere pedagogiche è simile a quello dello Speculum: un insieme di massime e di consigli desunti dalla S. Scrittura e da autori cristiani e pagani. Altre opere di V. sono: Liber Graffiae (un trattato sull'Incarnazione e la Redenzione); Liber laudum Virginis gloriosae: de vita scilicet et gestis B. Virginis; Liber de s. Johanne Evangelista (seguito del precedente); Consolatio super morte amici, dedicata a s. Luigi in occasione della morte del suo primogenito Ludovico (edite tutte e quattro insieme a Basilea 1481); De poeniten-

tia: trattato teologico-ascetico sul Sacramento e sullo spirito di penitenza (Parigi, Bibl. naz., Cat. 3214); Expositio orationis dominicae et salutationis B. Mariae (ibid., 1489).
L'opera di V., particolarmente lo Speculum, ha valore come raccolta di testi, che altrimenti sarebbero andati perduti, e come fonte storica per avvenimenti a lui contemporanei (ad es., la fondazione dei vari Ordini religiosi). V., più che enciclopedico del genere di s. Alberto Magno o di Bacone, era un compilatore senza personalità propria, preoccupato di raccogliere materiale da mettere a disposizione di altri; ammirevole è la diligenza nello scegliere e indicare le referenze esatte degli autori citati e nel riassumere il loro pensiero che dispone ordinatamente mostrando di averlo assimilato; spesso spiega e precisa passi oscuri.