TARRA, GIULIO. - Sacerdote, educatore e scrittore, n. a Milano il 25 apr. 1832, m. ivi il 10 giugno 1880.
Sacerdote nel 1855, fu lo stesso anno nominato direttore dell'Istituto pei sordomuti poveri della provincia di Milano, ai quali dedicò tutta la sua operosità e il suo zelo, cercando di migliorarne la sorte e facilitarne l'istruzione. Per questo, al metodo mimico dell'abate De L'Epée sostituì, e fu il primo in Italia, il metodo orale puro, che consiste nel far apprendere il linguaggio dalla parola e dalle labbra dell'insegnante. Dedicò inoltre il suo gusto e la sua arte popolare e linda di scrittore alla educazione dei fanciulli normali con una serie di opere, degne ancora, in gran parte, di essere lette e gustate per l'aperto intento educativo, anche se talora riveste una eccessiva importanza: Buoni esempi narrati ai fanciulli (Milano 1871); Dialoghi famigliari e scenici ad uso dei fanciulli italiani (ivi 1876); Novelle e canti in famiglia (ivi 1877); Serate liete, novelle e poesie dilettevoli, educative (ivi 1885); Cento e una storiella al focolare di casa (ivi 1896); ma soprattutto: Letture graduate al fanciullo italiano (3 voll., ivi 1862) e Racconti di una madre ai suoi figli (ivi 1862), dove gli spunti derivati dai fatti del Risorgimento italiano hanno pagine efficaci, che preludono al Cuore del De Amicis. Questo libro fu premiato al V Congresso pedagogico italiano del 1861. Per l'educazione dei sordomuti, pregevoli sono: Lettere ad un maestro dei sordomuti, in Dell'educazione dei sordomuti in Italia (Siena 1872), e Cenni storici e compendiosa esposizione del metodo seguito per l'educazione dei sordomuti (Milano 1880).