AGÁIMI, Anna. — Visionaria maronita d'Alleppo (1720-98), più nota sotto il nome di Hindiyyah o anche Endie. Posta nell'alternativa di farsi Visitandina di uscire dal convento dell'Ordine, dove era ospite, si trasferì al monastero di Harās.
Durante il suo soggiorno in Harās, Hindiyyah affermò che le era apparso Gesù, comandandole di farsi cavare sangue. Nel sangue cavato le suore e l'arve-scovo Germano Šaqr, nuovo confessore di Hindiyyah, videro gli strumenti della Passione, perciò lo scorrvero in teche. Benedetto XIV mandò il p. Desiderio da Casabasciana come visitatore, e questi redasse un rapporto favorevole. Ma la Congregazione di Propaganda Fide il 28 dic. 1754 giudicò Hindiyyah illusia; tuttavia, la Congregazione del S. Cuore da lei fon-data, prosperò; Clemente XIII il 17 ag. 1759 e il 17 ag. 1768 le concesse molte indulgenze, e mons. Estefan, eletto patriarca nel 1766, vi incorporò due conventi. Non tardò però a manifestarsi una scissione insanabile nella comunità di A.: i suoi libri si rivelarono plagi, e accuse gravissime si diffusero nel paese, approfondendo le discordie, finché Pio VI il 17 luglio 1779 sciolse la Congregazione del S. Cuore e sospese dalle sue funzioni il patriarca protettore. Hindiyyah, che per 40 anni aveva turbato la nazione maronita, passò nella penitenza e nell'oblio il resto della sua vita presso le suore della Madonna del Campo (Kisrawān), ove piamente morì.