AIX, ARCIDIOCESI d'. - Città sede metropolitana francese, nella Provenza, A. è la più antica colonia latina delle Gallie, fondata verso l'anno 120 a. C. dal console Caio Sestio, presso le sorgenti termali alle quali deve il suo nome (Aquae Sextiae). Quanto alla evangelizzazione, la serie storicamente accertata dei suoi titolari incomincia nel sec. V.

(da J. Roussel, La sculpt. franc.)
Più volte i confini della provincia ecclesiastica furono ritoccati: nel 1790, dall'Assemblea Costituente; nel 1822, con la creazione della metropoli di Avignone, e finalmente nel 1866, con quella di Algeri. Oggi, più vasta che non prima della Rivoluzione, comprende le diocesi suffragane di Ajaccio, di Digne, di Fréjus, di Gap, e di Nizza. La bolla Paternae caritatis, del 6 ott. 1822, ha attribuito alla sede di A. i due circondari di A. e di Arles, con i titoli di Arles e di Embrun, già soppressi dal concordato napoleonico. Come diocesi, A. abbraccia il territorio del dipartimento delle Bouches-du-Rhône salvo il distretto di Marsiglia, con una popolazione di 239.500 cattolici su 263.400 ab., 201 sacerdoti, 3 arcidiaconati, 23 decanati e 130 parrocchie. La diocesi è posta sotto il patronato di s. Mitre (Mitrius, o Mitrius).
A. ha dato alla Chiesa 11 cardinali tra i suoi arcivescovi e 7 tra i canonici del capitolo metropolitano. Arcivescovi degni di menzione: il card. Guillaume Fillastre (1420-22); Gilbert Génébrard (1591-96); il card. Girolamo Grimaldi (1648-85); Raymond de Cucé de Boisgélin (1771-1801). Jean de Saint-Chamond (1551-66) aderì alla riforma calvinista e si mise a capo di un reggimento ugonotto, dopo aver rinunciato all'episcopato.
Nell'ambito della diocesi, numerosi gli istituti religiosi, distrutti poi dalla Rivoluzione francese, tra i quali la Certosa di Sainte-Marthe. Vi si svilupparono soprattutto sul loro nascere le fondazioni medievali dell'Ordine Ospitaliero di s. Giovanni.
I CONCILI DI A. — Si ha notizia di diversi sinodi o concili tenuti ad A. Quello del 1112 emanò tre decreti, il primo dei quali riservava all'arcivescovo della città la quarta parte dei redditi della diocesi. In un altro, celebrato nel 1409, con la partecipazione di tre province, furono eletti i membri da inviare al Concilio di Pisa. Quello del 1416 scelse i delegati per il Concilio di Costanza.
Nel 1612 Hurault de l'Hôpital, arcivescovo di A., convocò un concilio per censurarvi un Trattato della potestà ecclesiastica e civile, in cui l'autore, Edmondo Richer, propugnava la libertà della Chiesa gallicana. Più importante fu il concilio o sinodo del 1672. Girolamo Grimaldi, cardinale arcivescovo, ne pubblicò gli statuti che trattano dei doveri dei pastori e dell'amministrazione dei Sacramenti e raccomandano ai parroci l'osservanza del Rituale Romano. In appendice è la lista dei casi riservati e dei canoni penitenziali nonché gli avvisi di s. Carlo Borromeo ai confessori.
L'UNIVERSITÀ DI A. — Tra le istituzioni ecclesiastiche di A. emerge l'Università (Studium generale), fondata da Alessandro V con la bolla In eminentis del 9 dic. 1409, sulla base di antiche scuole teologiche locali. Confermata da Luigi II di Angiò, re di Sicilia e
di Gerusalemme e conte di Provenza (lettera del 31 dic. 1413), l'Università fu molto favorita dal figlio Renato I d'Angiò (ordinanza del 7 nov. 1460). Ne era cancelliere l'arcivescovo. Ebbe fin dal principio le facoltà di teologia, di diritto canonico e civile, e dal 1462 anche quella di medicina.
Espressione dell'anima e della cultura provenzale, l'Università fu riconfermata nel sec. XVII dal re di Francia. Soppressa dalla Rivoluzione (1793), nel 1808 Napoleone la trasformò in Accademia dell'Università imperiale di Francia. Oggi costituisce un'unica università con quella di Marsiglia (Université d'Aix-Mar-

(de K. Porter, Roman, sculpt.)
Gran parte dei suoi documenti medievali rimasero bruciati, nel 1536, nella invasione di Carlo V. Gli antichi statuti, redatti negli anni 1420-40, sono stati pubblicati per la prima volta da Bonifacio Blancas (Almae Aquarum Sextiarum Universitatis vetera et nova Statuta, Constitutiones et Consuetudines, Aix 1667) e nuovamente, insieme agli altri documenti superstiti, da Marcello Fournier (Les Statuts et Privilèges des Universités Françaises depuis leur fondation jusqu'en 1789, III, Parigi 1892, pp. 1-32).
Igino Cecchetti
