ALAMANNI, LUIGI. - Letterato, n. a Firenze nel 1495, m. ad Amboise nel 1556. Seguì le lezioni di Francesco Cattani, discepolo di Marsilio Ficino. Prese parte alle riunioni che si tenevano nell'Accademia degli Orti Oricellari, ove conobbe il Machiavelli. Nel 1522 partecipò alla congiura contro Giulio de' Medici. Si rifugiò quindi a Venezia, poi in Francia. Nel 1527 tornò a Firenze; tre anni dopo, caduta la Repubblica, riparò presso Francesco I, che gli donò un podere ad Aix. Per incarichi importanti tornò più volte in Italia.
Né le *Eloghe*, né le *Satire* - contro la corruzione della donna e della corte romana - né la commedia *Flora* hanno originalità o valore d'arte. Anche i due poemi in ottava rima: *Giorno il Cortese* e *L'Avocahide* vivono su schemi precedenti, l'uno su l'omonimo poema francese, l'altro su l'Iliade e sui romanzi brettoni. L'opera sua più famosa è il poema didascalico in sei libri *Della coltivazione*; notevoli specialmente le parti che descrivono l'età dell'oro e la tranquillità della vita campestre.