della biblioteca del re, quindi professore di filosofia nel collegio dei nobili. Ivi ebbe tra gli altri discepoli Felice Lubienski, nipote dell'arcivescovo primate Stasius Lubienski, e l'accompagnò come precettore in Italia. Lasciato l'Ordine poco prima della sua soppressione, continuò i suoi lavori letterari e raccolse copiosissimi documenti per la storia della Polonia, che insieme con la raccolta del p. A. S. Naruszewicz, formano quasi 250 volumi in folio. Ebbe larga cultura e conobbe molte lingue. Fondò a Varsavia la «Società degli amici delle scienze». Scrisse numerose opere di storia polacca.
BIBL.: J. Brown, Biblioteca pisarzowa assystencyj polskiej, S. g., Poznań 1862, p. 913; Sommervogel, I, coll. 132-34; VIII, col. 1599; L. Koch, Jesuiten-Lexikon, Paderborn 1934, coll. 32-33.