ALBERTRANDI, Giovanni Battista. — Gesuita polacco, n. il 7 dic. 1731 a Varsavia, m. ivi il 10 ag. 1588. Figlio di un pittore italiano che viveva alla corte di Stanislao Augusto Poniatowski, fu prima direttore
ALBERTRANDI GIOVANNI BATTISTA - ALBIGESI
geniano, di cui Paolino di Nola parla con elogio come di un contemporaneo (cf. Epistolae, in CSEL, XXIX, 1, p. 390). Lo ricorda anche Gregorio di Tours (Hist. Francorum, II, 13). La diocesi di A. faceva allora parte della I Aquitania; le restò unita pur quando Giovanni XXII nel 1317 ne separò la parte meridionale per formare la diocesi di Castres.
A. diede il nome a una setta di eretici contro i quali, nel 1209, il papa Innocenzo III ordinava una crociata che li sconfisse a Murat e a Tolosa nel 1213 (v. ALBIGESI). Innocenzo XI eresse A. in metropoli il 3 ott. 1678. Il concordato la soppresse nel 1801. Nel 1817, un nuovo concordato - la cui esecuzione fu sospesa fino al 1822 - la ristabilì e ne estese la giurisdizione sulle antiche diocesi di Castres e di Lavaur, delle quali porta il titolo dal 17 febbr. 1922. Le diocesi di Rodez, Mende, Cahors, Perpignano, ne sono suffragate. Conta 283.000 cattolici, raggruppati in 507 parrocchie, con 490 sacerdoti diocesani e 118 regolari. La sua estensione coincide esattamente con quella del dipartimento del Tarn.
I principali monumenti ecclesiastici sono la magnifica cattedrale-fortezza, dedicata a S. Cecilia (sec. XIII-XIV), la chiesa di S. Salvi (sec. XII e XV) e l'antico arcivescovo-dato (fine del sec. XIII), ora museo.