ALÈS (ALAIS, SECONDO LA GRAFIA ANTERIORE AL 1926)

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ALÈS (Alais, secondo la grafia anteriore al 1926) - Città della Francia meridionale (dipartimento del Gard), di antica origine celtica (Alestum, Alesienis civitas; donde lo stemma araldico con ali a mezzo volo). Soffri moltissimo per le «guerre di religione» (1559-1598): fu teatro di lotte sanguinosissime che distrussero gran parte delle sue carte e dei suoi monumenti. Nel 1692 Luigi XIV la scelse, con l'approvazione di Innocenzo XII, a sede di un nuovo vescovato, facendone il quartier generale della lotta contro i «Camisardi» o Ugonotti delle Cevenne: vescovato abolito poi, dalla Costituente, nel 1790. Oggi la cittadina fa parte della diocesi di Nîmes (v.).

Centro commerciale ed industriale fin dal sec. XII, A. ebbe anche uno Studium, che nel sec. XIII si rese notevole soprattutto per la scuola di diritto. I documenti che lo riguardano sono perduti, all'infuori di tre contratti che la città stipulò con professori richiesti per l'insegnamento (editi da E. de Rozière e M. Fournier). Lo Studio ebbe solo importanza locale.

BIBL.: C. Jourdain, Etude sur l'Ecole d'A., in Revue des Sociétés savantes, 4e serie, 10 (1869), pp. 181-284; E. de Rozière, L'Ecole de droit d'A., in Bibliothèque de l'Ecole des Chartes, 31 (1870), pp. 51-67; A. Drade, L'Ecole de Droit d'A. au XIIIe siècle, in Comptes rendus de la Société scientifique, et littér. d'Albi, 3 (1871), pp. 169-72; A. Bardon, Les écoles à A. sous l'ancien régime, Nîmes 1889; M. Fournier, Les Statuts et Privilegés des Universités Françaises, II, Paris 1891, pp. 739-

42. Ignacio Cecchetti ALÈS, Addemar d'

Gesuita francese, teologo, storico ed apologista, n. ad Orléans il 2 dic. 1861, m. a Parigi il 24 febb. 1938. Dedito dapprima alla formazione letteraria dei suoi giovani confratelli, insegnò dal 1907 teologia nell'Istituto cattolico di Parigi, dove fu molti anni decano della Facoltà.

Era stato condotto alla teologia dalla sua squisita formazione filologica, che l'attrasse allo studio scientifico della tradizione cristiana, con una predilezione per Tertulliano e i suoi circoli. Diede così, oltre a molti articoli nelle riviste Etudes, Recherches de science religieuse, Rev. d'histoire ecclésiastique, una serie di monografie nella Bibliothèque de théologie historique del suo confratello Giov. Bainvel: La théologie de Tertullien (1905), La théologie de s. Hippolyte (1906), L'édit de Calliste, étude sur les origines de la pénitence chrétienne (1914), La théologie de s. Cyprien (1922), Novatien, étude sur la théologie romaine au milieu du IIIe siècle (1925). Altre pubblicazioni, di carattere più occasionale, sfruttano la padronanza acquisita nel medesimo campo: Lumen vitae, l'espérance du salut au début de l'ère chrétienne (1916), Le dogme de Nicée (1926), Le dogme d'Ephèse (1931)... Durante una quindicina di anni questa produzione fu, se non interrotta, almeno rallentata dal lavoro di direzione del nuovo Dictionnaire apologétique de la Foi catholique (4 voll., 1911-22; suppl. 1931), l'opera forse più conosciuta del p. d'A., condotta con grande rettitudine e con speciale sensibilità ai bisogni dell'ora dopo la crisi modernista. Il p. d'A. pubblicò pure il compendio delle sue lezioni, Prima lineamenta tractatus dogmatici, cinque manuali densi di erudizione di prima mano.

BIBL.: J. Lebreton, «In Memoriam»: Le Rev. p. d'A. de la Recherches de science religieuse, 28 (1938), pp. 129-33; B. Citterio, Alla memoria di p. Ademar d'A. de la Recherches de science religieuse, 28 (1938), pp. 129-33; B. Citterion, 1938), pp. 372-74.