ALESSANDRO I PAVLOVIĆ, ZAR DI RUSSIA

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ALESSANDRO I Pavlović, zar di Russia. - N. a Pietroburgo il 12/23 dic. 1777, m. a Taganrog il 19/30 nov. 1825. Salito al trono nel marzo 1801, non seguì le direttive francofische della politica estera del padre Paolo I, ma si avvicinò alla Gran Bretagna aderendo anche alla Terza Coalizione. Dopo la battaglia di Austerlitz e di Friedland si ebbe però il convegno di Tilsit (25 giugno 1807) dove A. e Napoleone si accordarono sulla spartizione dell'Europa in due sfere di influenza e di dominio, francese e russa: ad A. fu data mano libera in Finlandia (contro la Svezia) ed in Moldavia e Valacchia (contro la Turchia). A. non volle però aderire al blocco continentale ed alla guerra contro la Gran Bretagna: la risposta di Napoleone fu l'invasione della Russia (24 giugno 1812) che terminò con la caduta dell'importatore dei Francesi. Al Congresso di Vienna (1814-15) A. considerato l'arbitro delle sorti dell'Europa, si fece promotore della Santa Alleanza. Nella politica interna A., scolaro dell'illuminista svizzero Laharpe, volle attuare nei primi anni del suo regno delle vaste riforme amministrative e sociali, ma poi assunse un atteggiamento conservatore e reazionario, soprattutto per l'influenza del conte Arakkeev. A. morì improvvisamente a Taganrog, sul Mar Nero, di ritorno da un viaggio d'ispezione in Crimea. Per quanto riguarda la complessa politica ecclesiastica di A., bisogna ricordare che, allorquando mons. Arezzo andò Nunzio in Russia nel 1802, si avvide che l'arcivescovo di Mohilev, Siestrzenevicz, persona non gradita alla S. Sede, aveva riacquistato credito a Corte. A. non voleva inoltre riconoscere alla Chiesa il diritto di regolare i propri affari in piena autonomia dal potere dello Stato. Questa intenzione si manifestò in modo assai evidente soprattutto al Congresso di Vienna, dove il conte di Stackelberg a nome dell'Imperatore chiese al card. Consalvi che si concedesse all'arcivescovo di Mohilev il potere di accordare l'istituzione canonica agli altri vescovi dell'impero russo. La S. Sede non cedette a queste richieste ed inutili riscontro anche la missione del generale Tuvill van Serooskerken e gli sforzi dell'Italinski, ambasciatore russo a Roma. Anche il tentativo di ottenere la dignità cardinalizia per il Siestrzenevicz fallì.

Bibl.: Su A. I in genere si cfr. sopratutto K. Waliszewski, Le règne d'Alexandre I, 3 voll., Parigi 1923-25. C. K. Stählin, Geschichte Russlands von den Anfängen bis zur Gegenwart, III, Königsberg-Berlin 1935. Sulle relazioni con la S. Sede si vedano: P. Pierling, La Russie et le Saint-Siège, V. Parigi 1912; A. Boudou, Le Saint-Siège et la Russie, leurs relations diplomatiques au XIXe siècle, I, Parigi 1922, e J. Schmidlin, Papstgeschichte der neuesten Zeit, I, Monaco 1933. Sulla missione Arezzo, M. J. Rouet de Journel, Nonciature d'Arezzo 1802-1806 (= Nonciatures de Russie d'après les documents authentiques), 2 voll., Roma 1922-27.