ALFREDO DI SHARESHEL

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ALFREDO di SHARESHEL. - Detto anche Anglico, è una personalità di primo piano nel movimento filosofico scientifico del neo-umanesimo medievale. Fece versioni dall'arabo e conosceva bene il greco, come si rileva da alcune sue citazioni di Aristotele; di lui sono stati inoltre segnalati un commento ai quattro libri della «meteorologia» (Pelzer) e un'opera di glosse al De Anima e ai Parva naturalia. L'opera maggiore è il De motu cordis, una somma di fisiologia medievale, la cui composizione si fa risalire intorno al 1210: è dedicato ad Alessandro Neckam e, dopo un'edizione parziale di C. S. Barach (Innsbruck 1878) è stato pubblicato per intero con perizia insuperabile dal Baeumker nei suoi Beiträge (vol. XXIII, 1-11, Monaco 1923). La dottrina è per lo più d'ispirazione neoplatonica; vi si notano tuttavia notevoli elementi aristotelici, ad es. la doppia definizione dell'anima (col. 1) e la funzione centrale attribuita al cuore nell'economia dei bisogni vitali. Si assicura a suo merito che la scienza nell'Occidente latino è passata, agli inizi del sec. XIII, dalla fase matematica e astronomica a quella del predominio della fisica e metafisica.

BINL.: C. L. Bacumker, Die Stellung des Alfred von Sareshel (Alfredus Anglicus) und seiner Schrift «De motu cordis» in der Wissenschaft des beginnenden XIII. Jahrhunderts, in Sistenzuberichte d. Bayer. Akad. d. Wiss. (Philos. hist. Abt., vol. II, fasc. I [1913]). Monaco 1913; A. Pelzer, Une source inconnue de Roger Bacon, Alfred de Sareshel, commentateur des Méthodes logiques d'Aristote, in Arch. Franc. Hist., 12 (1910), pp. 447-471. Cornelio Fabro