ALFREDO il GRANDE. - Re d'Inghilterra, figlio di Ethelwulf e d'Osburga, n. a Wanading, nel Berkshire, nell'849, m. il 28 ott. 901. Adolescente, si recò varie volte a Roma presso il Papa. Fu eletto e dopo la morte del fratello Etelredo nell'871. Fin dal primo anno del regno dovette combattere contro i pagani Danesi: vintili dopo varie vicende ad Aeshendune, acconsenti a far dono della vita al re Guthrum e agli altri principali capi, purché si convertissero al cattolicesimo. Col trattato di pace di Wedmore, concluso poco dopo, i Danesi rimasero padroni dell'Est e del Nord dell'Inghilterra ed A. poté regnare sulle terre situate a sud. Nell'893 fu attaccato nuovamente dai Danesi che riuscì a respingere da Londra e a sconfiggere definitivamente soltanto tre anni dopo.
Grande fu l'opera svolta da A. nell'interno del suo regno sia nel campo militare che in quello culturale. Trasformò l'esercito, obbligando i possessori di una certa quantità di terreno a prestare il servizio militare; diede grande sviluppo alla flotta da poco creata; promulgò un codice di leggi; fondò scuole e mona-
steri; diede ordine di cominciare una cronaca anglosassone in cui si elencassero i principali avvenimenti di ogni anno. Tradusse egli stesso dal latino la Historia ecclesiastica di Beda, la Historia adversus paganos di Orosio, il De consolatione Philosophiae di Boezio e la Regula Pastoralis di papa Gregorio, di cui mandò una copia a ciascun vescovo del suo regno. Vengono attribuiti ad A. anche traduzioni di salmi, di frammenti della S. Scrittura ed una raccolta di proverbi.