ALMACHIO, santo, martire. - I codici pleniori del *Mariologio geronimiano* hanno conservato al 19 genn. la seguente notizia relativa ad A.: «Natalizio di A., il quale, avendo detto: Oggi è l’ottava del Signore, cessate dalle superstizioni degli idoli e dai sacrifici immondi, fu fatto uccidere dai gladiatori per ordine di Alipio, prefetto della città». Si ha qui in breve il sunto di una *Passio* del martire A., oggi perduta. Un fatto che ha punti di contatto con la precedente notizia ci è raccontato dallo storico Teodoro (Hist. eccl., V, 26), che lo attribuisce a un asceta orientale di nome Telemaco. «Onorio, racconta Teodoro, assunto l’impero d’Occidente, abolì i combattimenti dei gladiatori, che ab antiquo si facevano in Roma, cogliendo la seguente occasione. Un certo Telemaco, che aveva abbracciato la vita ascetica, partito dall’Oriente, se ne venne a Roma con questo intendimento, e mentre si dava quell’orribile spettacolo entrò anch’egli nello stadio, e sceso nell’arena cercava di far cessare quelli che fra di loro facevano uso delle armi.
Molti gli

Allori, Cristoforo - S. Giovanni nel deserto.
spettatori di quella carneficina, sdegnati ed agitati dal furore del demonio che si pasceva di quel sangue, lapidarono l’oratore di pace. Ciò saputo, il mirabile imperatore annoverò Telemaco fra i martiri vittoriosi e pose fine a quel malvagio spettacolo». Tali spettacoli cessarono infatti poco dopo il 4.10. Il *Mariologio geronimiano* e Teodoro riferiscono due versioni d’un medesimo fatto che non si può mettere in dubbio. Resta la questione dei due nomi; sembra si debba preferire quello di A., conservato nel *Mariologio geronimiano*.