ALTECABOTECA. - Forma corrotta di 'Al tēhl ha-'abhōtēhā («Non essere come i tuoi padri»): parole iniziali con cui è di solito citata l'opera anticristiana scritta verso il 1396 dall'ebreo della famiglia Duran, Jishāq ben Mošeh, più noto coi nomi di Profeit (erroneamente Profiat) Duran, soprannominato Efodi. Questi, nato a Cordova, passò apparentemente al cristianesimo nel 1391, poi andò in Palestina ove, tornato al giudaismo, lanciò la 'Igghēret 'el Bonetto, epistola a un tal Bonetto, ebreo che si era fatto cristiano, cominciando con quelle parole, spesso poi ripetute nel corso dello scritto.
L'A. finge di confermare un amico nella fede cristiana che ha abbracciata, ma in realtà è una satira virulenta contro i giudei battezzati. L'ironia però è così sottile che lo scritto fu da molti considerato come una difesa del cristianesimo contro l'ebraismo, e spesso citato come tale. Si inserisce nella folta produzione anticristiana degli ebrei spagnoli della 2ª metà del sec. XIV: Sostegno della fede (1374) di Mošeh Cohen rabbino di Avila, la Pietra di paragone di Semtob ben Jishāq Šaprut, Paolo di Burgos (v.) di Josūa ben Josef, Crescas (v.). L'epistola A. fu edita a Costantinopoli nel 1554; Bartolocci ne conosceva un manoscritto nella biblioteca Vaticana.