ALTIERI

ALTIERI. - Famiglia romana, nota già nel medioevo, appartenente alla media nobiltà, che partecipò attivamente alla vita cittadina. Primo a farsi nome nel campo letterario fu Marco Antonio (1450-1532), discepolo di Pomponio Leto, amico di Bartolomeo Platina, autore di una novella: L'Amorosa, e di un curioso volume: Li Nuptiali, dove nell'esporre le usanze romane a proposito di nozze, trova modo di ricordare avvenimenti, famiglie, personaggi dell'età sua. Ebbe merito anche di ricondurre la pace fra i baroni romani nel 1511; fu castellano nella Rocca di Viterbo, conservatore di Roma, inviato presso il campo imperiale nel 1527.

Dopo di lui la tradizione cosiddetta umanistica fu rinfrancata da Rutilio (m. nel 1600), professore e rettore dello Studio, e da Mario (m. nel 1613), del quale è alle stampe un trattato De censuris ecclesiasticis; ma gli A. aspirarono a miglior fortuna e nel sec. XVII presero la via prelatizia. Un Lorenzo infatti, cognato di Gentile Delfino vescovo di Camerino, avviò per quella via due figli, Giovanni Battista ed Emilio. Il primo fu cardinale tra i più influenti della corte; il secondo, per vari gradi, da uditore di Rota a nunzio, pervenne al pontificato, col nome di Clemente X, a poco meno che ottant'anni, ma ancora in tempo per assicurare alla famiglia, rimasta senza diretti discedenti, la continuità negli Albertoni. In questa ultima famiglia infatti era entrata Laura Caterina, ultima degli A., e presero il suo cognome il marito Gasparre, il padre di lui e lo zio Paluzzo, creato cardinale e segretario di Stato (cardinale padrone); fu quest'ultimo che creò le nuove fortune della casa.

Gli A.-Albertoni, poi detti semplicemente A., che avevano già dato alla Chiesa, oltre che i cardinali e il Pontefice sopra nominati, anche una beata, BARBO, LUDOVICO (v.), continuarono a dare cardinali nei due secoli seguenti: Lorenzo (1671-1741), Giovanni Battista (1673-1740), Vincenzo Maria (1724-1800) e Ludovico (v. sotto).

Bibl.: P. E. Visconti, Città e famiglie nobili dello Stato pontificio, III, Roma 1847, pp. 524-638, bene informato ma non ordinato; E. Narducci, Li Nuptiali di Marco Antonio A., Roma 1873, pp. v-vi; V. Zabulghin, Una Novella umanistica, (si tratta dell'Amorosa), in Archiv. d. Soc. Rom. di St. patr., 32 (1909), pp. 335-58; Pastor, XIV, pp. 633-34; A. Mercati, Come e quando tornò a Roma il codice del processo di Galileo, in Atti dell'Acc. pontif. dei Nuovi Lincei, 80 (1927), p. 60, n. 1.

Luigi Berra