AMARNA (TELL EL-'AMARNAH)

AMARNA (TELL EL-'AMARNAH). - Località sulla sponda orientale del Nilo, nel Medio Egitto, ove si rinvenne per caso nel 1887 l'archivio di Amenophis IV (v.). Questi vi aveva costruito la sua capitale Ahet-Aton (= orizzonte di Aton [disco solare]) o Iš-Aton (= Aton ha diletto), che, subito dopo la morte del faraone riformatore religioso, fu abbandonata.

L'archivio ci ha dato oltre 350 lettere su tavolette in caratteri cuneiformi, in lingua babilonese (oggi oltre 200 sono al Museo di Berlino, altre 80 al British Museum, altre al Cairo, al Louvre, a Oxford). Contengono la corrispondenza diplomatica intercorsa tra i faraoni Amenophis III e IV e i sovrani di Babilonia, Assiria, Mitanni, Azawa, Alašia e Hatti (tra il 1410 e il 1358 a. C.). Ma la maggior parte delle lettere, come risulta dall'indice che segue, sono dei principi più o meno alleati e protetti di Siria, di Fenicia e di Palestina.

Gran parte degli scritti sono indirizzati all'Egitto; di questi, 35 provengono da re indipendenti (= fratelli) e da re d'Egitto (10 di Babilonia, 2 dell'Assiria, 13 di Mitanni, 1 di Azawa [Cilicia], 7 di Alašia [Cipro], 2 di Hatti); 1 è mandato dal rabbin (prefetto?) di Alašia al prefetto d'Egitto suo (= fratello); 1 da un principe del Nord della Siria, dipendente dall'Egitto senza esserne suddito; quasi 300 sono lettere di siriani e palestinesi, sudditi (= servi) del re d'Egitto; 5 sono di donne indirizzate al re o ad altre donne chiamate (= signore). La massima parte delle lettere è indirizzata al faraone stesso.

Solo sette lettere sono mandate dall'Egitto nelle regioni dell'Asia anteriore, tutte scritte dal faraone o in suo nome. Queste lettere egiziane sono inviate: 4 a re indipendenti, chiamati (= fratelli) del re d'Egitto (tre al re di Babilonia, una al re di Azawa scritta in parte in una lingua che non è babilonese), 3 a sudditi dell'Asia anteriore.

Le lettere dei sovrani presentano grande interesse per ragguagli di storia politica; sugli usi e costumi dell'epoca c'informano copiosamente le lettere dei sudditi. Tali dati sono stati confermati e completati dai testi di Boghaz-Köi (v.). Speciale importanza rivestono per la storia del Vecchio Testamento, poiché illustrano le condizioni politiche e sociali della Palestina e dell'Oriente biblico in un periodo che forse coincide con quello dell'Esodo (v.).

Bibl.: Edizione dei testi: J. A. Knudtson, Die El-Amarna-Tafeln (con traduzione e commento), 2 voll., Lipsia 1907 e 1915; F. Thureau-Dangin, Nouvelles lettres d'el-A., in Revue d'Assyriologie, 19 (1922), pp. 91-102; S. A. B. Mercer, The Tell el-Amarna Tablets, 2 voll., Londra 1939. - P. H. Schäfer, Die Religion und Kunst von El-Amarna, 1923; P. Dhomé, s. V. in DBs, 1. coll. 207-25; id., in Revue Biblique, 33 (1924), pp. 5-32.

Giustino Boson

AMASA (ebr. 'āmāša' = fardello); Settanta: 'Āmēṣaṣaṭ'. - Capo militare, figlio di Abigail sorella di David e di Jether (o Jetra) Ismaelita (I Par. 2, 17) o Jezraelita (II Sam. 17, 25). SALOMÈ (v.), che lo costituì capo delle sue milizie. Vinto da Joab (v.), fu trattato benignamente da David, che si legò A. assegnandogli l'alto posto di capo dell'esercito, tenuto prima da Joab, cugino di A. (II Sam. 19, 14). Essendo scoppiata una nuova rivolta capeggiata dal beniaminita Seba, A. fu incaricato dal re di reprimera, ma non riuscì a reclutare gli uomini di Giuda entro i 3 giorni fissati gli (II Sam. 20, 4 sg.). Abisai (v.) e Joab. Questi aspettò che giungesse l'odiato rivale, e l'uccise a tradimento, fingendo di abbracciarlo, presso Gabaon (ibid. 8-13). David fu afflittissimo per l'assassinio del nipote, e morendo incaricò Salomone di vendicarlo (I Reg. 2, 5. 32-34).