AMEDEO IX, terzo duca di SAVOIA, beato. - N. a Thonon il 1° febbr. 1435, m. a Vercelli il 30 marzo 1472. Era figlio del duca Ludovico e di Anna di Lusignano. Nel 1452 sposò Iolanda di Valois, figlia del re Carlo VII di Francia. Per incarico del padre sbrigò difficili negozi politici e nel congresso, indetto a Mantova da Pio II (1459), con grande slancio offerse il suo braccio, le sue sostanze, le sue milizie per la lotta contro gli infedeli. Nel 1464, morto il duca Ludovico, assunse il governo del ducato di Savoia. Improntò la corte a maggiore serietà di vita, circondandosi di persone di merito; alternava le cure del governo con lunghe ore di preghiera e frequenti visite ai poveri e agli ammalati, ai quali prodigava le più umili cure e distribuiva con generosità senza pari le sue ricchezze. L'epilessia lo accompagnò per tutta la vita, ma sopportò sempre il suo male «come una grazia del Signore». Nella lotta tra Luigi XI, re di Francia, e Carlo il

(fot. Gub. Fot. Nac.)
senza obbligarsi per altro a guerreggiare contro il se-
condo; seppe far valere i propri diritti contro il mar-
chese Guglielmo VIII di Monferrato e Giangaleazzo
Visconti. Aumentando di violenza il suo male, nel
1469 affidò la reggenza alla moglie. Trascorse gli ul-
timi tempi a Vercelli e morì raccomandando a tutti
l'esercizio di quelle virtù che erano state lo scopo prin-
cipale della sua vita: la carità e la giustizia. S. Fran-
cesco di Sales raccolse con grande zelo le prove della
sua santità e s. Roberto Bellarmino lo additò come
esempio ai sovrani. Il 3 marzo 1677 Innocenzo XI
ne confermò il culto e ne fissò la festa al 30 marzo.