Temerario, duca di Borgogna, parteggiò per il primo senza obbligarsi per altro a guerreggiare contro il secondo; seppe far valere i propri diritti contro il marchese Guglielmo VIII di Monferrato e Ginalgazzo Visconti. Aumentando di violenza il suo male, nel 1469 affidò la reggenza alla moglie. Trascorse gli ultimi tempi a Vercelli e morì raccomandando a tutti l'esercizio di quelle virtù che erano state lo scopo principale della sua vita: la carità e la giustizia. S. Francesco di Sales raccolse con grande zelo le prove della sua santità e s. Roberto Bellarmino lo additò come esempio ai sovrani. Il 3 marzo 1677 Innocenzo XI ne confermò il culto e ne fissò la festa al 30 marzo.
AMELIA, diocesi di. - Nella regione umbra, in provincia di Terni, a confine con le diocesi di Todi a nord, di Spoleto ad est, di Narni a sud-est, di Orte a sud e di Bagnoregio ad ovest. Misura una superficie di kmq. 262,08, con una popolazione di 21.000 abitanti, ripartiti in 20 parrocchie, con 24 sacerdoti secolari e 35 regolari, 7 case religiose maschili e 13 femminili. Ha il seminario minore in A., quello maggiore in Assisi, comune alle altre diocesi dell'Umbria.
A., detta America dai Romani, secondo Catone, riferito da Plinio (Hist. natur., III, 14), sarebbe stata fondata 387 anni prima di Roma; la sua antichità è attestata anche dalle cosiddette mura ciclopiche. Dopo l'occupazione romana, i dominatori v'iniziarono una delle grandi vie militari, che chiamarono amerina, ed elevarono la città al grado di municipio.
La fede cristiana in A. deve essere stata predicata già nei primi secoli della Chiesa, ma non se ne trova traccia nelle fonti, sia monumentali che letterarie. La Passione di s. Firmina, non anteriore al sec. vi, darebbe la sepoltura della santa, dopo il martirio avvenuto sotto Diocleziano, presso A., dove nel sec. ix sarebbero state ritrovate le sue reliquie. Una redazione più recente della medesima, invece, indica il sepolcro della martire vicino a Civitavecchia, dove parimenti s. Firmina ebbe culto o vi furono conservate le sue reliquie. Il primo vescovo di A. sarebbe Ilario, la cui esistenza è suffragata da documenti del Sinodo romano del 465.
A., nella prima metà del sec. VIII, era proprietà della S. Sede e per la sua posizione topografica, adibita a fortezza, era annoverata tra i castra sancti Petri. Nel 739 venne occupata dai Longobardi, ma nel 742 restituita dal re Liutprando al papa Zaccaria, e, costituito lo Stato pontificio, entrò a far parte di esso fino alla costituzione del regno d'Italia.
A. è diocesi immediatamente soggetta alla S. Sede.