AMMANNATI PICCOLOMINI, Jacopo. - Cardinale, n. nel 1422, m. nel 1479. Studiò lettere a Firenze e si addottorò in giurisprudenza a Siena. Fu segretario del card. Domenico Capranica (1450-60) e per la sua cultura e pietà si meritò la stima di Callisto III che lo nominò Segretario dei brevi. Il successore Pio II lo elesse vescovo di Pavia (18 luglio 1460) e l'anno dopo lo creò cardinale di S. Crisogono (18 dic. 1461). Per riconoscenza l'A. assume l'appellativo di Piccolomini. Paolo II lo lasciò in disparte, come del resto gli altri cardinali di Pio II. Sisto IV gli affidò la legazione dell'Umbria (sett. 1471), alla quale presto rinunciò (luglio 1472). Nell'ag. 1477 passò alla sede di Frascati ed ebbe quella di Lucca, pur conservando l'amministrazione del vescovato di Pavia. Gli ultimi anni li trascorse per lo più fuori di Roma, nel Senese. Siena gli concesse la sua cittadinanza.
Lasciò vari scritti. Alcuni andarono perduti. Di questi si rimpiange specialmente la collezione delle Vite dei papi del suo tempo. Sono state in gran parte pubblicate (ed. G. Gherardi, Milano 1506, e meglio Francoforte 1614) le Lettere (782, dal 1462 al 1479), e i Commentari che conti nuano, in sette libri, quelli di Pio II. Altre lettere si hanno manoscritte nell'Archivio Vaticano (arm. XXXIX, t. X). D'un Diario concistoriale è stata pubblicata solo una parte (ed. E. Carusi, in nuova ed. dei Rerum Italicarum Scriptores, XXIII, III, Bologna 1904).