AMPRUAS E TEMPIO, DIOCESI DI

AMPRUAS e TEMPIO, DIOCESI di. – Nella Sardegna, in provincia di Sassari. Abbraccia il territorio nord-orientale dell’isola, compreso approssimativamente nel triangolo formato dall’arcipelago sardo, e dai golfi di Terranova e dell’Asinara. Conta 76.308 ab. cattolici, 30 parrocchie e 72 sacerdoti diocesani. L’attuale ordinamento amministrativo di queste due diocesi riunite è di data piuttosto recente, ma la loro fondazione è antica. Il vescovo risiede in Tempo Pausania.

In questa parte della Sardegna esistevano i vescovi di Fausania (fine del sec. vi) e di A. (principio del sec. XII). Scomparsa A. per allagamento del Coghinas, Giulio II ne trasportò la sede a Castelaragonese (Castelsardo) nel 1503; tre anni dopo unì questa a Fausania (Pausania, Civita, Olbia). Quando T. diventò città, Gregorio XVI soppresse la cattedrale di Civita e fondò quella di T., decidendo che il vescovo delle due diocesi portasse il titolo di A. e T.

Fra i monumenti artistici della diocesi, a Tergu, dove era un monastero benedettino, rimane ancora il bel tempio pisano (sec. XI) dalle linee architettoniche romano-toscane. A S. Pietro delle Immagini, dove pure sorgeva un monastero benedettino, si ammira la chiesa, gioiello d’arte pisana; è a croce latina con facciata alta, snella, a strati bianchi e neri, con colonnette, lesene, capitelli ed archetti. Perfugas aveva due monasteri benedettini: si conserva ancora la chiesa di S. Giorgio, con facciata a sesto acuto (secolo XIV); l’altare maggiore ha un magnifico polittico con contorno a bifore, rosoni, colonnette, archetti. Ad Olbia si ammira la cattedrale di S. Simplicio, di forme romaniche, del sec. XI.

Bibl.: P. Martini, Stor. ecol. della Sardegna, Cagliari 1839-1842; S. Pintus, Vescovi di Pausania, Civita, A. e T., in Arch. stor., 4 (1908), p. 97; Lanzoni, pp. 677-79. – Altre referenze bibliografiche in: A. Manno, Bibliografia storica degli stati della Casa di Savoia, I e IV, Torino 1884; pp. 237; 1923; D. Scanio, Codice diplomatico delle relazioni fra la S. Sede e la Sardegna, I e II, Cagliari 1940-41. Camillo Degrandi