AMRAFEL (SETTANTA: 'ΑΜΑΡΦΆΛ')

AMRAFEL (Settanta: 'Αμαρφάλ'). – Re di Sennasar, ARIOCH (v.) Chodorlahomor (v.) di Elam nella spedizione contro i popoli sirio-palestinesi, poi contro la coalizione dei re della Pentapoli che si erano ribellati a Chodorlahomor dopo dodici anni di soggezione (Gen. 14, 1, 9).

La somiglianza fra i due nomi ha reso inclini gli studiosi, da E. Schrader (1872) in poi, a identificare A. HAMMURABI (HAMMURAPI) (v.) di Babilonia (cf. J. Hontheim, in Zeitschrift für kath. Theologie, 36 [1912], pp. 48-67). Le difficoltà in contrario provengono dal nome stesso, perché la finale manca nel nome babilonese, e anche dalla cronologia, non essendosi ancora gli autori accordati nel fissare le date sia di Abramo, sia di Hammurabi. F.M.T. Böhl, seguito da A. Jirku e A. Albright, le separa nettamente, collocando i quattro re orientali al tempo di Boghazköi (v.) e ponendo la vetura di Abramo in Palestina verso il 1550 a. C.; interpreta A. Amur-apil «figlio di Amur» (dio degli Amorriti). L’identificazione, a quanto oggi si può dire, cronologicamente e linguisticamente è possibile. La desinenza e il potrebbespiegare dal hurritico (cf. Gilgamesh = Gilgamesh), ma storicamente rimangono parecchi punti oscuri, e l’eseguita produce non farà troppo assegnamento sopra la suddetta identificazione (A. Bea, La Palestina presraelitica, in Bibliotheca, 24 [1943], p. 247, n. 2).

Bibl.: A. Deimel, Anraphal, rex Sennar, Thadal, rex Genium, in Biblica, 8 (1927), pp. 350-57; P. Dhomme, Hammurabi-Amraphal, in Revue Biblique, 5 (1908), pp. 205-26; 40 (1931), pp. 506-10; F. M. Th. Böhl, in Zeitschrift für die altest. Wissenschaft, 36 (1916), p. 65 sgg.; id., Das Zeitalter Abrahams, in Der Orient, 29 (1930), pp. 12-19. Giorgio Castellino