ANÀFORA (ἈΝΑΦΟΡΆ: PRESENTAZIONE, OFFERTA)

ANÀFORA (Ἀναφορά: presentazione, offerta). - Designava prima il pane da offrirsi nella Messa, e divenne poi un nome generico per la Messa stessa. Nelle liturgie orientali significa più propriamente la parte principale del Sacrificio, che corrisponde al Canone della Messa latina col Prefazio e le preghiere per la Comunione. E. Renaudot (Liturgiarum Orientalium Collectio, I, 2ª ed., Francoforte s. M. 1847, pp. 172, 224; II, id., ivi stesso a., pp. 45, 75) ne offre 38 formulari differenti, da usarsi in giorni diversi. L'a. più antica e integralmente conservata è quella di s. Serapione, vescovo di Thmuis in Egitto (sec. IV). Frammenti di altre più remote sono quella di s. Marco, della Didaché, del papiro di Der-Balyzeh, di s. Giacomo.

Presso i Siri il nome di a. serve anche ad indicare

il velo che dopo la Consacrazione copre il calice e la patena.

BIBL.: F. E. Brightman, Liturgies Eastern and Western, I, Oxford 1896; P. Cagin, L'Eucharistie, Canon primitif de la Messe, in Scriptorium Solesmense, II, Parigi-Roma-Tournai 1912; id., L'anaphore apostolique, Parigi 1919; H. Fuchs, Die Anaphora des monophysitischen Patriarchen Johannan, I, Münster in V. 1926; F. J. Moreau, Les anaphores des liturgies de s. Jean Chrysostome et de s. Basile, Parigi 1927. Filippo Oppenheim
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“ANÀFORA (ἈΝΑΦΟΡΆ: PRESENTAZIONE, OFFERTA).” Enciclopedia Cattolica, vol. I (1948), p. 693. Azione Romana digital edition, https://azioneromana.com/it/article/anafora-anaphora-presentazione-offerta.