ANASTASIO II, PAPA. - Successore di Gelasio I, fu consacrato il 24 nov. 496 e m. il 19 nov. 498. Egli si preoccupò anzitutto di riprendere i rapporti con le Chiese d'Oriente, troncati sin dal 484 a causa dello scisma di Acacio. Mandò perciò a Costantinopoli due vescovi, Cresconio e Germano, con l'incarico di comunicare la sua elezione all'imperatore Anastasio I e di consegnargli una lettera amichevole. In essa il Papa lo esortava a non spezzare l'unità della Chiesa a causa di un solo individuo condannato giustamente, e chiedeva che il nome di Acacio fosse cancellato dai dittici; tuttavia dichiarava di riconoscere i battesimi e gli ordini conferiti da lui (Jaffé-Wattenbach, 744). I risultati di questa missione furono però scarsi, ad onta anche dei raggiri personali del senatore Festo, inviato di Teodorico.
L'atteggiamento conciliativo di A. sollevò, tra il clero di Roma, sapere critiche, specie dopo la benevola accoglienza fatta dal Papa al diacono Fotino, delegato di Andrea, vescovo di Tessalonica, già ardente fautore di Acacio, per riferire, a quanto pare, sulla forte reazione antiacaciana avvenuta nella predetta diocesi (cf. lettera del 497: Jaffé-Wattenbach, 746). Anzi, al dire del Liber Pontificalis (ed. Duchesne, I, p. 258), una parte del clero romano si sarebbe addirittura separata dalla comunione di A. La stessa fonte, molto ostile al Pontefice, vede nella sua morte prematura un castigo di Dio e gli attribuisce il disegno di riabilitare la memoria di Acacio. Il che è falso e in contrasto con le lettere genuine del Papa. Tuttavia il giudizio sfavorevole del Liber Pontificalis ha contribuito assai a diffamare la memoria nel medioevo, tanto che l'Alighieri (Inf., XI, vv. 6-9) lo colloca nel cerchio sesto tra gli eretici.
Di questo Papa conserviamo una lettera del 497, contenente una professione di fede in Cristo (Jaffé-Wattenbach, 747) e un'altra inviata ai vescovi della Gallia del 498 (Jaffé-Wattenbach, 751), TRADUCIA NISMO (v.). È ormai quasi pacifico che la lettera che A. avrebbe inviato a Clodoveo (Jaffé-Wattenbach, 745), in occasione del suo battesimo, è un falso del sec. XVII, dovuto a Girolamo Vignier.
Pietro Goggi - A. Pietro Frutaz