ANATOLIO, patriarca di COSTANTINOPOLI. - N. ad Alessandria, m. il 3 luglio 458. Il patriarca Dioscoro lo fece innalzare sul seggio costantinopolitano, che occupò dal dic. 449 al 3 luglio 458. Nel Concilio di Costantinopoli (21 ott. 450), presenti quattro legati del Papa, sottoscrisse la pontificia Lettera a Flavianio, detta *Tomo di Leone*. (Per un frammento in siriaco degli atti perduti del Concilio cf. P. Mouterde, in *Miscellanea dell'Università di Beirut*, 15 (1930), pp. 33-50; e per il *Tomo di Leone* cf. *Leonis Epist.*, 80, 85; PL 54, 912-922). Al Concilio di Calcedonia, che si riunì subito dopo (ott. 451), approvò la deposizione di Dioscoro; fece parte della commissione che compilò la formula di fede definitiva del Concilio; approvò il famoso 280 canone sui privilegi del seggio di Costantinopoli e scrisse personalmente al Papa per domandarne la conferma (*Epistola ad Leonem*, 4: PL 54, 984 A). Si sa però che le sue pratiche, come quelle dei Padri del concilio e dell'imperatore per lo stesso affare, furono vane (v. CALCEDONIA).
Dopo il Concilio di Calcedonia, le relazioni di A. con papa Leone furono piuttosto tese. Avendo deposto dalla carica l'arcidiacono Ezio per sostituirlo con un certo Andrea, sospettato di eutichianismo, il Papa ne lo biasimò, e ordinò e ottenne che Ezio fosse reintegrato nel suo ufficio. La questione dei due preti eutichiani, Attico e Andrea, era oggetto di trattative tra Leone e A., quando quest'ultimo morì. Se da un lato il lodevole zelo di A. nel far trionfare l'ortodossia calcedonese contro i monofisiti di Egitto gli procurò le congratulazioni del Papa con esortazioni alla vigilanza, d'altro canto è certo che s. Leone ebbe in lui solo mediocre fiducia. I Bizantini ne hanno fatto un santo e nello stesso tempo un martire, e celebrano la sua festa il 3 luglio.
