ANDREA (D’ANDREA), JACOB

ANDREA (D’ANDREA), Jacob. - Teologo protestante tedesco, n. a Weiblingen il 15 marzo 1528, m. a Tubinga il 7 genn. 1590. I compagni di scuola gli diedero il nome di «Schmidling» o «Fabricius», dal mestiere di suo padre che era fabbro; ma quando si iscrisse all’Università di Tubinga, egli lo cambiò in quello di J. d’A. Si può dire che tutta la sua vita assai movimentata fu un lavoro ininterrotto per propagare ovunque e per difendere contro ogni avversario le dottrine luterane e mettere ordine, pace e concordia negli affari della sua setta e nelle controversie con le altre sette, che avrebbe voluto unificare. Con alcuni teologi luterani, infatti, redasse una «Formola di concordia», accompagnata da un’Epitome e da una Solida declaratio. La formula nel 1580 fu aggiunta alla collezione dei vari simboli luterani e comparve il 15 giugno sotto il nome di Libro di concordia. Ma non raggiunse lo scopo, perché le lotte e le discussioni tra le varie sette continuarono accanite come prima.

Lasciò più di centocinquanta scritti, oltre un’abbondante corrispondenza; ma non esercitarono una notevole efficacia; si possono ricordare: De duabus naturis in Christo (1565), e Bericht von der Ubiquität (1589), nei quali difende nemamente la teoria luterana della ubiquità del corpo di Cristo.

BIBL.: G. V. Andrea, Fuma Andreana reflorescens, sive Jacobi Andreae Il’eiblingensis vitae... recitatio, Strasburgo 1630; M. V. DOTTORE, J. Andrea, le Verfasser der Concordanten, 18a Liebe u. seine theologische Bedeutung, Lipsia 1881; T. Kolde, s. V. Realevychlopadide für protestant. Theologie u. Kirche, I, 3ª ed., 1936, pp. 501-505. Celestino Testore