ANDREA, JOHANN VALENTIN. - Teologo protestante tedesco, n. ad Herrenberg nel 1586, m. a Stoccarda nel 1654. Nipote di Jacob, ne seguì le orme; però mentre il nonno era ardente luterano, il nipote professò il calvinismo, pur mostrandosi attaccato rispettosamente al luteranesimo. Studiò anch’egli teologia a Tubinga, indi dal 1607 al 1614 accompagnò come precettore alcuni nobili giovani tedeschi in Svizzera, Italia e Francia. Ordinato diacono nel 1614, fu eletto più tardi soprintendente del distretto di Calw e nel 1639 predicatore alla corte di Stoccarda; ma vi rinunciò nel 1647 per ragioni di salute. Carattere piuttosto mistico, si mostrò sempre molto ostile ad ogni querela o controversia dogmatica; per lui ciò che prima di tutto contava era la vita onesta, l’attuazione, nei sentimenti e nella condotta della vita, della dottrina professata.
Spinto da questo ideale scrisse: *Reipublicae christiano-politanae descriptio* (1619), dove immagina una città ideale, retta totalmente da principi cristiani per dimostrare come si poteva governare un'associazione di uomini. È il primo romanzo evangelico, che richiama l'*Utopia* di T. Moro, *La città del sole* di T. Campanella e l'*Atlantis* di Bacon. Per rafforzare la sua idea pacificatrice, fece seguire altre opere: *Invitatio fraternitatis Christi* ad amoris *candidatos* (1617); *Christianae societatis idea* (1620); *Christiani amoris dextra porrecta* (1620). Fra gli altri scritti, oltre 100 pubblicati e parecchi altri manoscritti, sono degni di nota i dialoghi satirici e le poesie popolari.
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**Ciclistino Testatore**