ANSELMO di HAVELBERG. - Fu prima vescovo di Havelberg nel Brandeburgo (1129-55), poi arcivescovo di Ravenna (1155-58), col titolo onorifico di esarca; m. presso Milano, il 12 ag. 1158, nell'accampamento dell'imperatore Federico Barbarossa che assediava la città. Probabilmente originario della regione di Liegi, A. fu uno dei primi discepoli di s. Norberto, di cui presiedette i funerali (6 giugno 1134). Dimorò più alla corte dell'imperatore tedesco che nella sua diocesi, si occupò molto degli affari politici del suo tempo e fu incaricato di parecchie ambasciate.
Nel 1135-36 fu deputato dell'imperatore Lotario alla corte di Bisanzio e approfittò dell'occasione per occuparsi dell'unione delle Chiese. Su richiesta di papa Eugenio III, mise più tardi per iscritto (1149-50) le sue conversazioni col metropolita di Nicomedia, Niceta, che costituiscono la sua principale opera, intitolata Dialoghi, divisa in tre libri. Si tratta principalmente della processione dello Spirito Santo, della supremazia del Papa e del pane azimio (PL 188, 1091-1248).
Passato a Tessalonica nell'apr. del 1155, discusse di nuovo sull'unione con Basilio di Acrida (cf. J. Schmidt, Des Basilius aus Akrida, Erzbischof von Thessalonich bisher unedierte Dialoge, Monaco 1901); legato pontificio, al tempo della crociata contro i Vendi, o slavi del Nord, che gli avevano devastato la diocesi (1147), egli riuscì, verso la fine della sua vita, a riconciliare Federico Barbarossa col Papa. Dotato di un vero talento diplomatico, seguiva una politica di conciliazione tra la S. Sede e l'imperatore tedesco, il che gli procurò talvolta delle noie. Si occupò con zelo di diffondere l'Ordine dei Premonstratensi.
Oltre ai Dialogorum libri tres adversus Graecas ha lasciato: 1) una Epistola apologetica pro ordine canonicorum regularium, indirizzata all'abate Egberto de Huysburg (PL 188, 1119-40); 2) Tractatus de ordine pronuntiandae litaniae ad Fridericum, episc. Magdeburgensen (pubblicato da Winter, in Zeitschrift für Kirchengeschichte, 5 (1882), pp. 144-45); 3) lettere a Wibald di Stavelot, riunite da Ph. Jaffé (Bibliotheca rerum germanicarum, passim). Non gli si può attribuire il trattato De ordine canonicorum regularium (PL 188, 1093-1139).
Brieger, 21 (1900), pp. 160-85; G. Schreiber, Anselm von Havelberg und die Ostkirche, Begegnung mit der byzantinischen Welt, Morgenländisches und abendländisches Zömbüum, in Zeitschrift für Kirchengeschichte, V. serie, 9 (1941), pp. 354-411; A. Bayol s. V. in DHG., III, coll. 458-60. Martino Jugie