ANTHROPOS

ANTHROPOS. - Rivista internazionale di teologia e di linguistica fondata nel 1906 a Möhlling, presso Vienna, dal padre Guglielmo Schmidt della Società del Verbo divino, e recentemente trasferita a Friburgo in Svizzera. Esce in fascicoli quadrimestrali, raccolti ogni anno in un volume, corredato largamente di illustrazioni, tavole, diagrammi, piante, carte geografiche. Vi si pubblicano scritti redatti nelle principali lingue europee ed in latino, e contributi di studiosi e missionari, su religioni, miti, vita etica e sociale, ergologia, ecc. In appositi Anla-lecta ed Additamenta si affrontano questioni scientifiche di interesse speciale. Il periodico ha per sussidio tre serie di contributi, rispettivamente a fondi etnologici, linguistici ed esplorativi: questi ultimi, frutto di ricerche compiute sui luoghi da membri dell'istituto presso le genti di maggior interesse etnologico.

ANTIBIOTICI, da ἀντί = contro, e βίος = vita. - Il termine di antibiosi è stato usato per la prima volta, nel 1889, da P. Vuillemin, per indicare alcune manifestazioni di concorrenza vitale fra microorganismi. È stato più di recente ripreso da S. A. Waksman, E. S. Horning, M. Welsch e H. B. Woodruff (1942) per indicare l'azione di una categoria di sostanze chimiche prodotte dal metabolismo microbico, capaci di inibire la moltiplicazione o le attività metaboliche di altri microorganismi. Questa definizione si rivela però sempre più incompleta e inesatta, quanto più si pliano le nostre conoscenze sull'antibio­si, e quanto più si estendono i suoi confini, fino a confondersi con quelli di altri fenomeni di microbicidio e di concorrenza vitale.

Ad ogni modo per a. s'intendono sostanze prodotte dal metabolismo di esseri viventi, per lo più vegetali inferiori, però anche vegetali superiori e perfino animali (M. Pavan). La loro costituzione chimica, che solo per qualcuno ci è perfettamente nota, è oltremodo complessa e svariata, e non ci permette una definizione o una delimitazione attraverso questa via. Nella loro azione che si manifesta anche a diluizioni fortissime, gli a. manifestano una certa specificità, più o meno stretta.

Le prime osservazioni sull'antibio­si risalgono al padre stesso della batteriologia, al Pasteur, il quale fin dal 1877 aveva rilevato l'azione antagonistica esercitata da alcuni germi saprofiti sul bacillo del carbonchio, e ne aveva tratte speranze di applicazioni terapeutiche. Molti altri studiosi nei decenni successivi osservarono fenomeni di antibio­si, e alcuni tentarono anche qualche applicazione terapeutica, che ebbe però scarso seguito.

L'èra antibiotica nella medicina è stata inaugurata appena di recente, con la scoperta della penicillina, individuata e studiata nel 1929 da A. Fleming, successivamente purificata e sperimentata da H. W. Florey, Chain, e tutta una numerosa serie di studiosi. La penicillina, prodotta da una muffa: Penicillium notatum, è particolarmente attiva nelle infezioni da cocchi e in quelle da spirochete, e la sua introduzione in terapia ha portato ad una vera rivoluzione nelle prognosi e nel decorso di queste malattie, permettendo di troncare alle volte in poche ore quadri morbosi gravissimi e rendendo fauste delle prognosi prima assolutamente mortali.

Un secondo a. che sta acquistando una importanza notevolissima in medicina, è la streptomicina, prodotta da Streptomyces griseus, scoperta a studiata da Waksman e collaboratori. Questo a. agisce specialmente su quei germi che non risentono un beneficio dalla terapia penicillinica. Particolarmente importante è la sua azione terapeutica nella tubercolosi, che per quanto non ancora completamente chiarita e definita nei suoi limiti e nelle sue possibilità, pure ha suscitato grandi entusiasmi e speranze.

Numerosi a. sono stati isolati e studiati, ma per quanto riguarda le loro applicazioni in terapia, essi sono ancora in fase sperimentale. Tra questi i più noti sono: la gramicidina, la tyrocitina, la subtilina, la chloromycetina, la polymyxina, ecc.

A prescindere dall' altissima importanza pratica che gli a. hanno in medicina, essi interessano anche da un punto di vista puramente teorico. Qualcuno ha voluto dare di essi un'interpretazione finalistica, considerandoli come un mezzo di difesa degli esseri viventi di fronte ad altri esseri viventi, nella lotta per la vita. Non si può escludere che, almeno in alcuni casi, ciò possa corrispondere a verità, ma non bisogna neppure generalizzare. Anche nella medesima specie di microorganismi, solo pochi ceppi sono capaci di produrre a. in misura notevole, e solo in particolarissime condizioni di ambiente, quali eccezionalmente si riscontrano in natura. Inoltre l'attività antibiotica si esplica con particolare intensità di fronte a germi che ben di rado sono in concorrenza vitale con il microorganismo produttore dell'a. Per di più i germi, come si può constatare sperimentalmente, riescono con relativa facilità ad adattarsi all'a.: divengono cioè antibiotico-resistenti.

Quindi, se anche si può ammettere che l'antibio­si possa costituire una delle molteplici armi che gli esseri viventi mettono in opera nell'occorrenza vitale, non si può peraltro attribuirci ad essa un valore prettamente fin­listico, e bisogna riconoscere che il fenomeno dell'antibio­si è uno dei molti mirabili fenomeni di armonia­disarmonia che s'incontrano nell'insondabile mistero della vita.

BIBL.: L. Pasteur - J. Joubert, in Comptes-R. Acad. Sc., 8 (1877), pp. 101-105; P. Vuillemin, in Ass. franc. Av. Sc., parte 2, 1889, p. 525; A. Fleming, in Brit. Journ. exper. Pathol., 10 (1929), pp. 226-236; S. A. Waksman - E. S. Horning - M. Welsch - H. B. Woodruff, in Soil Science, 54 (1942), pp. 281-306; S. A. Waksman - E. Buge - A. Schatz, in Proceeding Staff. Meet. Mavo Clin., 19 (1944), pp. 537-548; H. W. Florey, in Brit. Med. Journ., 442 (1945), pp. 635-642, e in Brit. Med. Bull., 4 (1946), pp. 248-258; M. Pavan - A. Nascimbene, in Bull. Soc. Med.-Chirurg., 1948, fasc. 1-11, pp. 1-4.

ANTICAMERA PONTIFICIA. - L'A. P. - o
meglio, come si legge nell'Annuario Pontificio, la No-
bile A. Segreta - comprende tutte quelle cariche che
hanno funzioni di immediato servizio alla persona del
Papa. Primo fra i suoi componenti è il Maggiordomo
di Sua Santità, seguito dal Maestro di Camera, dal-
l'Uditore di Sua Santità, dal Maestro del Sacro Pa-
lazzo Apostolico, dal Gran Maestro del S. Ospizio,
dai Camerieri segreti partecipanti, e dai Camerieri
segreti di spada e cappa partecipanti, per i quali tutti
V. FAMIGLIA PONTIFICIA.

La denominazione di A. P. od altra equivalente, non
si rinviene nel Lunedoro, Relazione della corte di Roma,
edita nel 1664; e da ciò si potrebbe congetturare che l'espres-
sione fosse meno antica. Nei Diari di Roma, che si co-
minciarono a pubblicare nel 1716, si qualifica invece chia-
ramente e ripetutamente come «a. segreta» il complesso
delle persone addette al servizio immediato del Papa.
Data l'indole delle sue competenze, è naturale che essa
fosse costituita da funzionari e personale di fiducia del
S. Padre; donde la conseguenza che, alla morte del Pon-
tefice, molti componenti la Nobile A. Segreta veni-
vano sostituiti da altre persone che godevano la partico-
lare benevolenza del neo-eletto. Spesso però i Papi con-
fermarono in tutto o in parte l'A. Segreta del predecessore.

Numerosi furono in ogni tempo i famigliari del Papa,
che, durante il loro servizio, ricevettero speciali incarichi
di grande importanza o vennero inviati presso le corti
sovrane e principesche per trattare affari di rilievo, o per
rappresentare il Pontefice in cerimonie o avvenimenti stra-
ordinari.