ANTONIANI ARMENI

ANTONIANI ARMENI. - Istituto monastico, ora estinto, iniziato nel sec. XVIII dai quattro fratelli M. Rudian, durante la persecuzione da parte dei patriarchi armeni di Costantinopoli contro i fautori della corrente che voleva l’unione con Roma. Ritirati sul Monte Libano, ricevettero in dono la località di Creim, presso Beirut dove fu costruito il primo monastero (1716), sotto il titolo di S. Salvatore. Non essendo riuscito il tentativo di collegare la fondazione libanese con quella fatta dall’abate Mechitar a Venezia, gli A. di S. Salvatore di Creim adottarono (1752) la regola detta di s. Antonio, già approvata da Clemente XII per i Maroniti (1732) e nel 1761 trasferirono il noviziato a Roma. Un apostolato così bene iniziato finì nella seconda metà del sec. XIX, quando la controversia tra hassunisti e anti-hassunisti portò i monaci armeni allo scisma. I beni superstiti e la ricca biblioteca furono incorporati nell’istituto armeno di Bizommar (Libano).

Rim.: M. Ormanian, Le Vatican et les Arméniens, Roma 1873; I. Srabian, La fondazione della Congregazione Antoniana, nella rivista armena Handes Ansorya, Vienna 1902, p. 287 seg.; e 1906, p. 367 seg. Garabed Amaduni

ANTONIANI CALDEI di Sant’Ormisda. - In Mesopotamia e in Persia il monachismo, un tempo assai florente, era del tutto scomparso alla fine del sec. XVIII. Gabriele Danbù (1784-1832) nativo di Mardin, da giovane era dedito al commercio; caduto gravemente malato, fece voto di farsi religioso qualora fosse guarito. Nel 1808 con due religiosi entrò nel monastero di Rabban Hormizd, presso Alqôs, e così diede inizio al suo Ordine. Il vescovo Henanîsô, della famiglia Abûna, creditaria della dignità patriarcale nestoriana, aveva concesso questo monastero al p. Danbù, ma poi se ne pentì e gli Abûna presero a perseguire i monaci in tal modo, che il fondatore intavolò trattative con il patriarca maronita per trasferirli nel Libano. L’Ordine però era così necessario ai cattolici caldei che, nei suoi primi 17 anni di vita, offrì loro cinque vescovi. Nel 1830 la S. Congregazione di Propaganda ne approvò le costituzioni, e nel 1845 Gregorio XVI, col breve Monachorum instituta le approvò di nuovo. Come dice il breve, esse sono quelle degli a. maroniti di s. Isaia, con poche modificazioni. Secondo la Statistica pubblicata nel 1932 dalla S. Convegno Orientale, la congregazione della S. Congregazione Orientale nel 1932, i monasteri sono 3 ed i monaci 55.

Rim.: P. Martin, La Chaldée, Roma 1867; Katsô, Hayât al-ab Danbù, estratto di al-Nadîm, 1932; S. Bello, in Orientalia Christiana Analecta, 122 (1939), con ampia bibliografia. Pietro Sfai