ANTONIANI di VIENNE. - Quest'Ordine si ricollega con le epidemie di «fuoco sacro», così frequenti nel medioevo. Il «fuoco sacro» o «fuoco di s. Antonio», malattia oggi conosciuta col nome di «ergotismo carcerenoso», era una intossicazione dovuta all'uso di pane fatto con farina infetta di segala cornuta, e che si manifestava con cancrene alle estremità, producenti mutilazioni letali. Verso la fine del sec. X e all'inizio dell'XI scoppiò in Francia una tremenda epidemia di questo male. Alcuni infermi, che pregavano s. Antonio abate, si dice che guarissero miracolosamente; onde il santo venne ad acquistare una particolare protezione taumaturgica sopra questo male. Un tal Gastone, si-
gnore di Vienne, il cui figlio era stato guarito per intercessione del Santo, fondò un ospedale presso il prorato di La Motte-Saint-Didier, per la cura dei malati di questo genere. Sorse allora una prima congregazione di sette laici (1925), che venne poi da Bonifacio VIII trasformata in Ordine religioso con la regola di s. Agostino. L’Ordine, ora scomparso, venne detto dei Cononici regolari di s. Antonio del Viennois, ma più comunemente degli «A». Essi ebbero il vestito nero ed una «T» azzurra sul mantello e sul lato sinistro della veste. Gli ospedali degli A. crebbero ben presto in numero ed in potenza, diffondendosi per tutto il mondo.
All’Ordine degli A. fu anche affidato l’ospedale mobile della Curia romana. Doveva seguirla nei suoi vari spostamenti e serviva anche per coloro che erano attirati nel luogo dalla presenza del Pontefice. In Roma questo ospedale aveva la sede davanti al Patriarcho lateranense, ma in seguito si trasferì presso la Basilica liberiana sull’Esquilino dove già esisteva un ospedale, detto di S. Andrea «de Piscina», che mutò il titolo in quello di S. Antonio. Ospedali a erano anche in Salerno, insieme con quelli benedettini.
Rim.: L. Cibrario, Descrizione storica degli Ordini religiosi, Napoli 1847; S. De Renzi, Storia della medicina in Italia, Napoli 1849; V. ANTILLE, Histoire de l’Ordre hospitalier de s. Antoine, Parigi 1883; A. Canezza, Gli arcospedali di Roma nella città cittadina, nella storia e nell’arte, Roma 1933; A. Pazzini, I santi della storia della medicina, Roma 1937. Adalberto Pazzini