ANTONIANI MARONITI di Sant'Isaia. - Gabriele di Blauzà (m. nel 1705), monaco di vita assai austera, fu nel 1663 consacrato vescovo d'Alleppo e nel 1704 eletto patriarca. Come allora era uso, sebbene vescovo d'Alleppo, egli continuò a risiedere nel Libano. Nel 1673 fondò il monastero (acefalo) di Támis e vi abitò con dei monaci. Ai primordi del 1700 fece gettare le fondamenta del monastero di S. Isaia e, dopo alcuni mesi, vi mandò tre monaci, ai quali nel 1702 si aggiunsero altri tre. Da allora il numero dei monaci andò sempre aumentando. Per darsi una regola, costoro nel 1703 consultarono il vescovo fondatore, che li mandò dal patriarca ad-Duwaihi. Questi ordinò che assumessero le regole e costituzioni dei monaci libanesi, da lui approvate nel 1700, ed essi le accettarono «sicuri che erano state raccolte dalle regole del grande anacoreta s. Antonio» (Ba'abdátí, Táríh ar-rulhánújijah al-marúnjijah, 1707). Nello stesso anno 1703 il patriarca le approvò, come poi fecero i suoi tre successori prima del 1740, anno in cui Clemente XII, il 17 genn., fatte poche modifiche in levibus rebus, le approvò anch'egli con il breve Misericordiarum Pater. Nel frattempo, altri monasteri venivano affiliati a S. Isaia, e la Congregazione si propagò in tutto il Libano.
Secondo la Statistica della S. Congregazione orientale del 1932, essa conta 130 monaci e 25 monasteri; alcuni furono soppressi nel 1938. A Roma hanno un collegio, non ancora aperto.
BML: E. Ba'abdátí, Tánith ar-rulhánújijah al-marúnjijah (Storia dell'Ordine maronita), 1806; P. J. Khairallah, Histoire résumée de l'Ordre Antonin Maronite de la Congrégation de S. Isaie, Beyrouth 1939.