ANTONIAZZO ROMANO - Cristo in maestà - Roma, abside di S. Croce in Gerusalemme.
tanto influenzato per tutto il resto della sua attività che per parecchie opere è dubbia l'attribuzione all'uno o all'altro pittore. Così, ad es., per il Giudizio finale dipinto sopra alla tomba di Juan de Coca nella chiesa della Minerva, per l'Annunciazione del Pantheon, e per quella di S. Onofrio al Gianicolo. Dalla collaborazione con Melozzo A. derivò quel maggiore respiro della composizione, ampiezza di forme e freschezza di colore che caratterizzano le sue opere successive: tra le quali sono notevoli il trittico degli Uffizi (1485), la Madonna del Sodalizio dei Piceni (Roma) e quella del Louvre, entrambe del 1494.
Tra le molte opere attribuite ad A., ma in cui ha certamente avuto molta parte la sua versatile scuola liberamente operante, sono, in Roma, gli affreschi dell'abside di S. Croce in Gerusalemme (1492 ca.) illustranti il rinvenimento della Croce, con vive reminiscenze umbre, particolarmente peruginesche e pinturicchiesche, e quelli del convento delle Oblate a Tor de' Specchi (1468). Particolarmente interessanti, questi ultimi, per il vivace gusto narrativo con cui sono ingenuamente raccontate, con semplicità di mezzi espressivi, le storie di S. Francesca Romana sul realistico sfondo delle piazzette e dei vicoli della Roma quattrocen-
