ANTONIO CHRAPOVIZKIJ, METROPOLITA DI KIEV

ANTONIO CHRAPOVIZKIJ, metropolita di KIEV. - Al secolo Alessio C., fu per ca. 50 anni uno dei più significativi rappresentanti della gerarchia dissidente e della teologia russa. N. nel 1863, nella diocesi di Novgorod, fece gli studi a Pietroburgo. Dal 1890 fu rettore del seminario ecclesiastico di Pietroburgo, più tardi dell'Accademia ecclesiastica prima di Mosca e poi di Kazan. Nel 1897 fu eletto vescovo, nel 1906 arcivescovo, nel 1912 membro del Santo Sinodo. Tra gli anni 1902-14 svolse una grande attività pastorale in Volinia. Nel 1914 divenne arcivescovo di Charkov. Scoppiata la Rivoluzione, negli anni 1917-18 partecipò al Concilio panrusso di Mosca, e fu uno dei tre candidati al patriarcato. Poi, come metropolita di Kiev, si rifugiò all'estero. Nel 1920 si stabilì, come capo del Sinodo dei vescovi della Chiesa russa dissidente all'estero, a Sremski Karlovzi in Jugoslavia, ove morì nel 1936. Ebbe una vivace controversia con Soloviev sul primato del Papa in senso decisamente anticattolico. Tutto l'indirizzo teologico di A. è etico-moralizzante. In storiologia negava la parte oggettiva della Redenzione, respingendola come giuridismo (cf. Saggi di catechismo cristiano ortodosso [in russo, come tutte le sue opere], Karlovzi 1924, e Il dogma della Redenzione, 1926). Anche teologi dissidenti si opposero ai suoi errori storiologici. A. è notevolmente influenzato da Dostojevskij (cf. il suo Dizionario per le opere di Dostojevskij, Sofia 1921). Opere complete, 3 voll., 2a ed., Pietroburgo 1911; opere scelte, Belgrado 1935.

BIBL.: N. Ladomerzsky, Dernières déviations sotériologiques dans la théologie russe, Roma 1945; B. Schultz, La nuova soteriologia russa, in Orientalia Christi. Per., 11 (1945), pp. 174-89.