ANTONIO da VERCELLI. - Frate minore n. nei primi decenni del sec. XV, forse in Balocco (prov. di Vercelli), dalla quale avrebbe assunto il nome, come vogliono alcuni, se Balocco non è nome di famiglia, come invece vorrebbero altri. Entrò nell'Ordine dei frati Minori e pare sia stato lettore di teologia; certo fu vicario della provincia lombarda, celebre predicatore e promotore dei Monti di Pietà. Predicò ad Orvieto nel 1460; a Firenze nel 1464 e nel 1478 e qui fu in relazione con Lorenzo il Magnifico, presso il quale intervenne perché fosse magnanimo con i reì della congiura de' Pazzi; a Parma nel 1478, ed ancora una volta ad Orvieto nel 1483, dove pacificate le discordie cittadine, morì lo stesso anno.
Diceva egli stesso che il suo dire era incolto e che usava un rozzo latino; ed A. Galletti scrive che la decadenza dell'oratoria francescana «apparisce anche più grave in lui» (L'eloquenza dalle origini al sec. XVI, Milano 1938, p. 259), evidentemente riferendosi alle sue prediche stampate in latino, mentre A. da V. predicava in volgare. Lasciò quaresimali, trattati diversi, lettere ecc. parte a stampa, parte manoscritti e tuttora inediti. Di un quaresimale de aeternis fructibus Spiritus Sancti fu data la tavola molto egregiamente in tempi recenti (cf. Archiv. Franciscanum Hist., 36 [1943], 253-72).